Colori e canti contro tutte le mafie

Oltre 1.500 studenti sfilano in corteo nella città scelta da Libera come simbolo della Giornata in memoria delle vittime
SULMONA. Il ricordo delle quasi mille vittime innocenti delle mafie rivive nei sorrisi e nei cori del colorato e partecipatissimo corteo che ieri ha animato le strade sulmonesi. Sulmona, infatti, è stata scelta da Libera come capitale regionale dell’antimafia nella XXIII Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Oltre 1.500 fra studenti e iscritti ad associazioni pro legalità hanno sfidato ieri le temperature ancora molto rigide del primo giorno di primavera e hanno dato vita all’iniziativa itinerante. Striscioni, bandiere, palloncini colorati, fiori e bonsai hanno animato la lunga giornata. “Scuola, cultura e solidarietà. Così la mafia sparirà”, hanno cantato in coro i tanti studenti arrivati da tutta la regione, per affermare con forza che «la mafia uccide ma il silenzio pure». Da tutto l’Abruzzo studenti e associazioni hanno animato i tre cortei partiti ieri mattina alle 9 da viale Togliatti, via Gorizia e Villa comunale. Tutti si sono ritrovati nell’anfiteatro del parco fluviale, accolti dal saluto dei militanti dell'associazione Libera, che ha voluto la testimonianza di Roberta Mauri, figlia di Ambrogio, imprenditore suicidatosi dopo anni di crisi della sua azienda per aver detto no alle tangenti. Alla fine degli anni Ottanta inizia il periodo buio, con la ditta di trasporti che resta per tre anni senza commesse; la crisi si ripete poi nuovamente tra il 1993 e il 1995. il motivo principale di questi problemi fu il costante rifiuto da parte di Mauri di pagare tangenti ai politici milanesi dell'epoca. Negli anni di Tangentopoli appoggiò l'attività del pool Mani pulite, andando a testimoniare volontariamente. Tuttavia, al termine di quella stagione, deluso dal fatto che, come prima, gli venivano negati appalti perché non accettava di pagare tangenti, si suicidò nel proprio ufficio con un colpo di pistola al cuore. «Bisogna coltivare nei giovani la cultura del rispetto delle regole e del rifiuto alle lusinghe e ai ricatti del potere», ha detto Roberta Mauri, «perché abbiano consapevolezza che la corruzione è atto contro la comunità e quindi contro se stessi». Subito dopo sono stati letti i nomi di tutte le vittime innocenti della mafia. A mezzogiorno, poi, i manifestanti si sono spostati nell'auditorium del Centro pastorale diocesano, in viale Roosevelt, dove si è tenuto il collegamento in diretta con la piazza di Foggia e con don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Nel pomeriggio, invece, è stata inaugurata la sede del presidio di Libera Sulmona intitolato proprio a Mauri nei locali della parrocchia di San Giovanni da Capestrano. Poco dopo i locali di SpazioPingue hanno ospitato la presentazione delle attività del Presidio di Libera e un dibattito sulla legalità, con aperitivo a base dei prodotti etici di LiberaTerra, realizzati dalle cooperative sorte sui terreni confiscati alle mafie, e infine il film “La nostra terra” di Giulio Manfredonia.
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