«Colpito e ucciso da un ramo del pioppo»

31 Luglio 2018

Dramma al laghetto di Ortucchio, svolta nell’inchiesta dopo la deposizione delle perizie in Procura

ORTUCCHIO. Svolta nell’inchiesta sulla morte di Vilio Di Salvatore avvenuta sulle sponde del laghetto di Ortucchio. L’ex camionista di 63 anni, originario di Casali d’Aschi, frazione di Gioia dei Marsi, ha perso la vita il 10 gennaio scorso in una zona dove si stava eseguendo il taglio di cinque pioppi. Negli uffici della Procura di Avezzano sono state depositate due perizie, la prima sull’esito dell’autopsia e l’altra che ha riguardato accertamenti sul mezzo utilizzato per eseguire i lavori. Gli esami hanno stabilito che l’uomo è deceduto in seguito ai traumi provocati dalla caduta di un pioppo. In particolare, un ramo, in una specie di effetto-elastico, ha causato traumi cranico e toracico, oltre allo schiacciamento delle vertebre. Nelle ore successive al dramma si era ipotizzato un malore causato dallo spavento. A questo punto l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Roberto Savelli, potrebbe riservare sviluppi, anche alla luce delle valutazioni che farà l’ufficio ispettivo della Asl che si occupa di infortuni sul lavoro. In particolare, il magistrato vuole accertare eventuali negligenze o responsabilità. Nell’area della tragedia erano in corso interventi per abbattere gli alberi ritenuti pericolosi e non è chiaro se siano state adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza. L’intervento era stato affidato dal Comune di Ortucchio a un’impresa boschiva di Casali d’Aschi, attraverso un’apposita ordinanza. L’azienda avrebbe ottenuto in cambio il legname. Di Salvatore, stando alla ricostruzione dei carabinieri, aveva accompagnato il titolare della ditta, S.D.I., così come raccontato dallo stesso imprenditore. Quest’ultimo, al momento, resta l’unico indagato. La famiglia Di Salvatore è assistita dall’avvocato Ottaviano Roselli, mentre l’imprenditore è difeso dall’avvocato Franco Colucci. (r.rs.)
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