Colpo alla testa fatale per Teodoro I due sospettati tornano in carcere

28 Marzo 2024

Prime verità dall’autopsia: il 52enne ucciso dopo il pugno al volto che lo ha scaraventato a terra Scena muta davanti al giudice: convalidato il fermo del cubano e del romeno catturati dalla polizia

L’AQUILA. Sarebbe morto battendo la testa al suolo dopo l’aggressione, Teodoro Ullasci, il 52enne trovato senza vita venerdì scorso in via Fortebraccio, nel centro storico dell’Aquila. A giungere a questa conclusione è stata l’autopsia effettuata, nella giornata di ieri, dall’anatomopatologo Giuseppe Calvisi che consegnerà l’esito dell'esame tra novanta giorni. Il medico legale ha eseguito i prelievi istologici e tossicologici sulla salma per verificare se il 52enne, prima di essere colpito, avesse assunto sostanze. Per avere il quadro completo della situazione bisognerà attendere tre mesi.
i sospettati in carcere
Intanto il cubano Carlos Omar Morales, di 24 anni, e il romeno Alexandru Dumitru Balan (37), indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale, sono finiti in carcere dopo l’udienza di convalida del fermo. I due, difesi dagli avvocati Giulio Agnelli e Chiara Camponeschi, non hanno avuto nulla da dire al giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, che ha convalidato il fermo e per entrambi ha disposto il trasferimento in cella, visti i gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla seconda sezione della squadra Mobile dell'Aquila che si è occupata del caso.
«aspetti da chiarire»
«Ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere come linea difensiva perché ci sono diversi aspetti da chiarire. È necessario anche il contraddittorio sull’esito dell’autopsia e vanno verificate anche le condizioni in cui si trovava la vittima», afferma il legale Giulio Agnelli. La Procura del capoluogo, non a caso, sta valutando la richiesta di incidente probatorio per mettere le prove in cassaforte.
ipotesi raPina
Resta in piedi, al momento, l’ipotesi di una rapina finita male. La polizia era riuscita a identificare e bloccare i due presunti responsabili dell’omicidio, ricostruendo la scena con l’analisi delle telecamere di videosorveglianza collocate nella zona. Le immagini, infatti, mostrano Ullasci camminare col cane, poco più dietro i due giovani che lo seguono. Poi il breve scambio di parole, uno dei giovani afferra un sampietrino, senza usarlo. L’aggressione era avvenuta prima con un violento calcio al fianco sinistro e poi con un forte pugno in faccia. Così la vittima si era accasciata al suolo, priva di sensi. Prima di fuggire, i due giovani erano riusciti anche a svuotargli le tasche, lasciando l’uomo esanime senza telefonino e portafogli. Ullasci, stando sempre a quanto emerso dai primi accertamenti, non aveva reagito ai colpi inferti, viste le sue condizioni fisiche. Restano da definire le circostanze dell’aggressione, inclusi i rapporti tra la vittima e i due stranieri. I tre, a quanto pare, si conoscevano da tempo. A incastrare i due giovani anche il confronto tra gli indumenti indossati al momento dell’omicidio con quelli rinvenuti durante la perquisizione e il ritrovamento del portafogli vuoto e del cellulare della vittima. A questi elementi si aggiungono le dichiarazioni rese dalle due persone che hanno fatto partire le richieste di soccorso, insieme a un testimone che aveva riferito alla polizia di essere sceso lungo via San Bernardino intorno alle 17 dello scorso venerdì e di aver sentito la minaccia proferita da un soggetto di carnagione olivastra, il cubano successivamente fermato assieme al romeno. Di famiglia sarda, ma nato a Torino, Ullasci era residente a Tempera, in una casa provvisoria post-sisma. Dopo l’aggressione la sua cagnolina Aki, dalla quale non si separava mai e con cui era uscito quel pomeriggio, aveva vagato per la città per due giorni fino a essere rintracciata da alcuni volontari.
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