Colpo alle Poste, sulle tracce del basista

5 Maggio 2019

I banditi, fuggiti con 200mila euro, forse avevano informazioni riservate e sapevano dei soldi per le pensioni in cassaforte

L’AQUILA. La spregiudicatezza con la quale i malviventi hanno derubato il Centro operativo postale di Centi Colella, portando via valori per oltre 200mila euro, lascia supporre che qualcuno, ben informato, abbia spianato loro la strada con le imbeccate giuste. Tra le altre cose, i malviventi erano al corrente del fatto che, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, all’interno dell’ufficio postale, si trovavano gli assegni per pagare le pensioni: anche così si spiega un malloppo così cospicuo.
Inoltre, i malviventi sono stati in grado di manomettere il sistema di allarme e hanno portato a termine il loro piano in tempi relativamente rapidi a fronte dei problemi che obiettivamente dovevano risolvere come l’apertura di due casseforti e senza lasciare tracce, evidentemente hanno utilizzato dei guanti. Questo ha permesso loro di scongiurare l’incontro con vigilantes oppure forze dell’ordine.
L’idea di un basista, un ipotetico dipendente infedele oppure qualcuno che comunque avesse la conoscenza di determinate informazioni, non è affatto peregrina, secondo gli investigatori che stanno tentando di dare un volto alla banda che ha assaltato il Cpo; un ufficio che fin troppe volte è stato bersaglio di furti, l’ultima appena sei mesi fa, senza che i responsabili siano mai stati individuati. Tutti “delitti perfetti” forse in qualche modo collegati. Al vaglio, ovviamente, le telecamere a circuito chiuso e anche informazioni rilasciate dagli addetti ai lavori. Ma l’estensione dell’edificio dove è stata fatta l’incursione è tale da rendere inevitabile in anticipo la conoscenza esatta dei luoghi, altrimenti i tempi d’azione sarebbero stati maggiori con dilatazione dei margini di errore. Probabile, ma questo potrebbe anche scaturire dai filmati (se ci sono), che nei giorni precedenti il colpo alcuni tra i malviventi abbiano fatto un sopralluogo confondendosi tra gli utenti.
I danni caudati dai banditi sono stati notevoli, al punto che nella giornata di ieri gli uffici sono rimasti chiusi al pubblico ma le pensioni sono state comunque pagate visto che parte del personale è stata dislocata in sedi alternative come L’Aquila 2 e la sede centrale di via della Crocetta.
L’intenzione dell’azienda, comunque, è di riaprire il Centro operativo postale nei primissimi giorni della prossima settimana, in modo da non penalizzare gli utenti.
Le indagini sono portate avanti dalla squadra Mobile diretta da Marco Mastrangelo.
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