Colpo da duecentomila euro: svuotato il deposito di medicinali

Il furto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, i banditi hanno disattivato il sistema d’allarme Il presidente dell’Afm Masciocchi: «Un fatto grave e inaspettato sicuramente opera di professionisti»
L’AQUILA. Hanno bloccato l’ingranaggio che regola l’apertura del cancello d’ingresso e disattivato il sistema d’allarme. A quel punto entrare nel deposito dell’azienda farmaceutica comunale è stato un gioco da ragazzi. Un colpo, studiato nei minimi dettagli, che ha fruttato ai malviventi – riusciti a svuotare il magazzino pieno di scatoloni di medicinali – un bottino il cui valore si aggira intorno ai 200mila euro.
Il fatto è accaduto nella notte tra giovedì e venerdì in via Ettore Moschino dove l’Afm ha i suoi uffici e il deposito dei medicinali destinati a rifornire le sue otto farmacie comunali.
I banditi, una volta aperto il cancello elettrico (neutralizzando l’ingranaggio), hanno messo fuori uso il sistema d’allarme. A quel punto è stato facile introdursi nell’edificio da una porta laterale e aprire le saracinesche così da consentire l’ingresso nel magazzino di un camion dove poter caricare, in tutta tranquillità e lontano da occhi indiscreti, la merce. Gli scatoloni sono stati caricati uno dopo l’altro sul camion e forse è stato necessario più di un viaggio, o la disponibilità di un altro mezzo pesante, per “ripulire” completamente il deposito.
A dare l’allarme sono stati venerdì mattina i dipendenti dell’Afm, in particolare gli addetti allo smistamento dei medicinali, che hanno trovato il magazzino desolatamente vuoto. Le indagini sono affidate alla polizia che ha eseguito una serie di sopralluoghi volti a ricostruire la dinamica del furto. Intanto, i dipendenti dell’azienda comunale sono al lavoro per inventariare tutta la merce rubata. «Un fatto grave e inaspettato», ha dichiarato l’amministratore unico dell’Afm Giorgio Masciocchi. «Ci vorrà ancora qualche giorno per completare l’inventario, ma da un primo esame il valore di quei medicinali si aggira sui 200 mila euro. Siamo assicurati, ma amareggia il fatto che tutte le precauzioni prese siano servite a poco. Certo è che ad agire sono stati dei professionisti che non hanno lasciato nulla al caso».©RIPRODUZIONE RISERVATA

