Coltellata all’amico, va in carcere dopo 4 giorni di fuga nei boschi

2 Aprile 2021

Il 48enne Felli, accusato di tentato omicidio, si è costituito. Sempre grave l’uomo colpito al polmone Ha detto di non ricordare nulla dell’aggressione e di essere scappato nella zona delle Gole

CELANO. È stato rinchiuso nel carcere di Vasto, Cesare Felli, il 48enne di Celano accusato di aver accoltellato un compaesano al culmine di una lite scoppiata domenica sera durante una cena a casa del ferito. Dopo quattro giorni di fuga, ieri mattina Felli si è costituito nella caserma dei carabinieri di Celano. Per lui l’accusa è di tentato omicidio aggravato per futili motivi nei confronti di G.L., 47 anni, ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Avezzano dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza per il perforamento di un polmone. Le sue condizioni di salute sono gravi, ma stabili. La prognosi è riservata.
In virtù del pericolo di fuga, l’aggressore è stato accompagnato nel carcere di Vasto in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del gip del tribunale. Titolare del fascicolo d’inchiesta è il pubblico ministero Ugo Timpano che coordina le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Avezzano agli ordini del capitano Luigi Strianese. Durante un primo interrogatorio il 48enne ha risposto alle domande del magistrato, ma la sua versione dei fatti è stato solo parziale. Ha detto di aver mangiato e bevuto a casa di G.L., ma di non ricordare il momento in cui avrebbe sferrato il fendente. Il coltello non è stato ritrovato, il presunto aggressore potrebbe essersi disfatto dell’arma. Cesare Felli è difeso dall’avvocato Domenico Quadrato.
Il ricercato non si sarebbe mai allontanato dalla Marsica, ha riferito di essersi nascosto in montagna nella zona della Gole di Celano. L’aggressione si è consumata domenica scorsa in un’abitazione in zona Sardellino, al confine tra Aielli e Celano. Felli e la sua ex compagna si erano recati a casa della vittima per una cena tra amici a base di carne alla brace. La donna, unica testimone, si è allontana dalla tavola ed è uscita fuori, forse per controllare il barbecue che era sul terrazzo, accostando la porta dietro le sue spalle. Si è trattenuta qualche minuto in più per fumare una sigaretta, riferendo che quando è uscita i due erano tranquilli. Forse tra Cesare Felli e G.L. è volata qualche parola di troppo alimentata dai fumi dell’alcol. La donna ha sentito delle urla provenire dalla casa, poi l’ex compagno l’ha raggiunta fuori e si è accasciato sulla scalinata dicendo di essere stato raggiunto da una coltellata al petto. È lei ad allertare i soccorsi, mentre l’ex compagno scappa a piedi e senza cellulare.
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