Coltiva marijuana sul balcone di casa, assolto

Per Giampiero Tarquini, 64 anni, il giudice ha accolto la tesi dell’uso personale a fini terapeutici
AVEZZANO. Era stato trovato in possesso di piante di marijuana coltivate in casa, sul balcone, ma dopo la denuncia, il rinvio a giudizio e il processo, è stato assolto perché non è stato dimostrato che quella droga fosse destinata allo spaccio.
In realtà, secondo l’accusato, veniva usata per uso personale e terapeutico. L’episodio riguarda Giampiero Tarquini, 64 anni, di Carsoli, accusato di coltivazione di sostanze stupefacenti.
Infatti, nel corso di un controllo dei carabinieri, era stato trovato in possesso di una ventina di piante di cannabis. L’uomo era finito sotto processo, ma nel corso dell’ultima udienza c’è stata la svolta.
Ha riferito di utilizzare la marijuana per lenire il dolore causato da alcuni problemi alla schiena, affermando quindi che ne faceva una sorta di uso terapeutico.
«Secondo l’accusa», ha spiegato l’avvocato difensore, Carlo Polce, «la detenzione di sostanze stupefacenti sarebbe stata ammessa se fosse stata utilizzata limitatamente a un uso personale. Invece, al contrario, la coltivazione, qualunque sia l’uso, è comunque reato».
Secondo la difesa, però, laddove non si può dimostrare che la marijuana è destinata a una diffusione sociale, oppure viene immessa nel circuito dello spaccio, e quindi non può ledere alla salute pubblica, si configura l’uso personale. Il giudice del tribunale di Avezzano ha quindi accolto questa tesi e ha considerato il fatto di lieve entità, assolvendo l’imputato. Non erano emerse, infatti, intercettazioni, oppure altri indizi che potessero far pensare che la marijuana venisse ceduta a terze persone o venisse portata fuori dall’abitazione di Tarquini. Nessun contatto dell’imputato con spacciatori o con il mondo degli stupefacenti.(p.g.)
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