Coltivazione di lenticchie devastata dai cinghiali

7 Luglio 2017

SANTO STEFANO. Ancora problemi con i cinghiali che distruggono coltivazioni, rendendo vani gli sforzi degli agricoltori. Alcuni giorni fa il responsabile di zona di Coldiretti Abruzzo, Maurizio...

SANTO STEFANO. Ancora problemi con i cinghiali che distruggono coltivazioni, rendendo vani gli sforzi degli agricoltori. Alcuni giorni fa il responsabile di zona di Coldiretti Abruzzo, Maurizio Gallucci, ha reso pubblica una foto realizzata dall'imprenditore Ettore Ciarrocca, che ritrae un grosso branco di cinghiali intenti a devastare una coltivazione di lenticchie nella zona di Santo Stefano di Sessanio. Le lenticchie di Santo Stefano sono uno dei presìdi alimentari più importanti delle aree interne aquilane, apprezzate dai consumatori ed evidentemente anche dai cinghiali, che hanno distrutto la coltivazione mandando in fumo gli sforzi di un intero anno. «È arrivato il momento di dire basta», scrive Gallucci, «bisogna portare, una volta per tutte, un rimedio nel tutelare gli agricoltori dai danni dei cinghiali. Ettari ed ettari delle più famose lenticchie distrutte in un attimo da branchi di cinghiali, reddito di un anno distrutto in una notte». «Parco, se ci sei batti un colpo», è il grido disperato degli agricoltori. Non solo lenticchie, ogni coltivazione finisce nelle fauci dei cinghiali. Alcune settimane fa, ad esempio, oltre 1.500 bulbi di zafferano sono stati divorati dai cinghiali in una razzìa nell'area di Capodacqua, tra Capestrano e Ofena. Gli agricoltori riferiscono che paradossalmente i cinghiali, di giorno, quando sono possibili gli abbattimenti, tendono a rimanere in area Parco, per uscire dal territorio protetto di notte, quando la caccia è vietata. (r.p.)
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