«Come te nessuno mai» L’ultimo saluto a Piccone

Striscione dei tifosi del Celano nel giorno dei funerali dell’imprenditore Il figlio Filippo: «Quando parlava dell’azienda al primo posto metteva gli operai»
CELANO. «Come te nessuno mai... Ciao preside’». Lo striscione sotto un cielo plumbeo porta la firma degli ultrà del Celano. Piangono quei tifosi e sono le lacrime di una città che si ritrova per un ultimo, collettivo abbraccio a Ermanno Piccone, l’imprenditore fondatore della Kromoss, per quasi trent’anni al vertice della società di calcio biancazzurra, morto lunedì mattina all’età di 78 anni. Le bandiere sono a mezz’asta nel giorno del lutto cittadino e sul piazzale della chiesa di Santa Maria Valleverde la folla attende l’arrivo della bara in un composto silenzio. Il corteo è aperto dalla Confraternita della Madonna del Carmine, di cui Piccone era fiero rappresentante. Luciana dà un’ultima carezza alla foto del fratello, sul feretro spicca una maglia del Celano calcio, operai della Kromoss e calciatori varcano la chiesa mescolandosi tra centinaia e centinaia di fedeli. Padre Roberto, nella sua omelia, traccia il ricordo dell’uomo che ha «saputo creare lavoro, non solo per sé e la sua famiglia, ma anche per tantissima gente, una cosa oggi difficile da trovare, il lavoro». In prima fila il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli, i familiari di Piccone, la moglie Ivenza Baruffa e i figli Filippo, Federico e Franco, i nipoti. Presenti anche molti sindaci della Marsica, a cominciare da quello di Avezzano, Gabriele De Angelis, e tanti altri esponenti politici, come l’ex senatrice Paola Pelino.
Alla fine della celebrazione il figlio Filippo, già sindaco di Celano ed ex parlamentare, traccia il ricordo del papà. «Vedere tutta questa gente rende orgogliosa la nostra famiglia», sottolinea, prima di soffermarsi nel ricordo della figura di un imprenditore d’altri tempi, che sapeva unire il lavoro facendo attenzione a far quadrare i conti, che sapeva concedere a tutti un’opportunità. Un uomo severo con i figli, ma estremamente presente e affettuoso con i nipoti, per i quali spendeva ogni giorno della sua vita. «Papà era il nostro punto fermo», sottolinea, «sempre pronto ad aiutare tutti, lo faceva rimanendo umile e modesto. Quando parlava dell’azienda, al primo posto della piramide c’erano i suoi operai e a scendere il resto». Quindi il ricordo della sua passione calcistica, dell’atteggiamento protettivo coi giocatori, della difesa dei sani principi che l’hanno accompagnato per tutta la sua vita.
Anche ieri tanti messaggi di cordoglio. Come quello arrivato dalla Provincia dell’Aquila: «È con rammarico che l’amministrazione provinciale dell’Aquila apprende della scomparsa di Ermanno Piccone, conosciuto e stimato imprenditore di Celano. Il vicepresidente Alberto Lamorgese e i consiglieri marsicani Gianluca Alfonsi, Roberto Giovagnorio e Alfonsino Scamolla ne ricordano le straordinarie capacità imprenditoriali e il fattivo contributo per la crescita economica e sociale dell’intera Marsica. Il presidente della Provincia, Angelo Caruso, esprime vicinanza alla famiglia e all’intera città di Celano per la perdita di un uomo sempre vicino alla sua gente». Ricordi, ma non solo. Il Comune già è al lavoro per tributare il doveroso omaggio a Ermanno Piccone, un uomo che il suo segno l’ha lasciato, eccome.
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