Commemorate le sei vittime del 118

25 Gennaio 2019

Giornata della memoria e dell’impegno, commozione tra i colleghi degli scomparsi nella tragedia dell’elicottero

L’AQUILA. L’ultimo viaggio in ambulanza prima dell’addio. Così il medico Americo Scarsella ha ripercorso i drammatici momenti che seguirono il ritrovamento dei corpi senza vita delle sei vittime della tragedia di Campo Felice. Due anni fa, il 24 gennaio, l’elicottero intervenuto per soccorrere uno sciatore si schiantò sul Monte Cefalone. Ieri, nella ricorrenza del secondo anniversario, giornata della memoria e dell’impegno per quanti hanno conosciuto e amato i “Caduti di Monte Cefalone”.
La Vado onlus (Volontariato per l’assistenza domiciliare), in collaborazione con l’Istituto di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore dell’Università, ha organizzato una giornata commemorativa per ricordare i componenti dell’equipaggio. Nel disastro persero la vita il medico Valter Bucci, l’infermiere professionale Giuseppe Serpetti, il pilota Gianmarco Zavoli, il tecnico elicotterista Mario Matrella, il tecnico del soccorso alpino Davide De Carolis e lo sciatore romano Ettore Palanca.
La giornata è stata vissuta sul doppio binario della memoria e del futuro, attraverso le testimonianze dei colleghi, il confronto di esperienze sulle tematiche del soccorso.
Nella cappella di Sant’Alessio dell’ospedale, padre Luciano Antonelli ha celebrato la messa. «È trascorso un altro anno, ed è vivo più che mai il ricordo dei nostri cari amici e colleghi scomparsi così prematuramente», ha detto il dottor Scarsella. «Noi del 118 non potremo mai dimenticare, sarà per sempre una ferita aperta nei nostri cuori. I ricordi e i pensieri vanno agli attimi, ai momenti belli e meno belli passati insieme. Un caro pensiero e un forte abbraccio a tutti i familiari. Un doveroso e particolare ringraziamento al sostituto procuratore della Repubblica Simonetta Ciccarelli, che autorizzò su mia richiesta di accompagnare nell’ultimo mesto viaggio di ritorno con le nostre ambulanze del 118 i nostri amici che su questi mezzi avevano per tante volte prestato soccorso e aiuto a chi ne aveva bisogno».