Commemorato l’artista Ali Wakwak

Sentita cerimonia in Comune per lo scultore libico rifugiato politico
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. La sala consiliare del comune di San Demetrio ne’ Vestini ha ospitato ieri la commemorazione dello scultore libico – scomparso di recente – Ali Wakwak. Da molti considerato uno dei più importanti artisti del Paese nordafricano, Wakwak è stato simbolicamente tra i protagonisti della rivoluzione del "17 febbraio" che pose fine alla dittatura della famiglia Gheddafi (era stato per anni in carcere come oppositore del Rais). Nel 2106, dopo il naufragio della stagione delle Primavere arabe, Wakwak aveva raggiunto l'Italia ed era ospite come rifugiato politico, uno status riconosciutogli a seguito delle ripetute minacce ricevute in Libia dagli integralisti. Wakwak dal giugno di quest’anno era residente a San Demetrio. Con la sua arte era in grado di restituire «anima alla materia», trasformando oggetti di morte in bellezza e rinascita. Questo grande scultore si serviva del legno e del ferro per raccontare la sua passione, il suo pathos, la sua affezione dell’anima che trovava corpo per mezzo della materia. Le sue esperienze, la sua vita in una Nazione attraversata da una storia dolorosa, personale e collettiva, hanno dato ulteriormente forma alla materia raggiungendo un significato ancora più tangibile: uomini, donne e animali fatti di elementi di guerra. Vita dalla morte, rinascita dalla latenza di pezzi di ferro che hanno urlato distruzione per molto tempo. (fab.i.)
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