Commercianti in crisi «Serrata e blocchi stradali»

17 Marzo 2019

Buzzanca chiude l’attività e lascia il centro storico: «L’Aquila città sfinita» Colaneri: «Vendite crollate». Proposta al Comune su parcheggi e zona franca

L’AQUILA. Alla vigilia del decennale, L’Aquila perde un altro pezzo importante. La chiusura del locale “Percorsi di gusto”, di Marzia Buzzanca, pizzaiola di fama nazionale, ha lasciato il segno. Buzzanca ha detto di voler mollare «perché L’Aquila è una città sfinita. Le istituzioni, invece di aiutare, intralciano con la burocrazia». Un’altra attività che chiude i battenti in centro storico, in un momento di flessione profondissima, con le vendite scese del 20 per cento, negli ultimi dieci anni. Sembra paradossale, ma gli incassi dei negozi del centro – i pochi che avevano riaperto – erano maggiori nel 2010-2011. Una crisi tanto forte da indurre i commercianti del centro a scendere in piazza. In una riunione con il deputato della Lega, Luigi D’Eramo, che si è tenuta venerdì scorso, è stato presentato un pacchetto di proposte per rivitalizzare il centro che saranno accompagnate da un’azione forte: una manifestazione con serrata generale. C’è chi ha proposto anche di ricorrere ai blocchi stradali, come al tempo delle battaglie dell’ex polo elettronico. «Marzia se ne va in Trentino per iniziare un’avventura bellissima», dice Giuseppe Colaneri, per tutti “Peppe”, proprietario della Luna. «Sono felice per lei. Abbiamo condiviso tante avventure insieme: siamo stati i primi a riaprire, in centro storico, dopo il sisma del 2009: io, lei e Cesare Cavallo. Dei veri pionieri. Ma adesso la situazione è drammatica: se si continua così saranno molte le attività a chiudere bottega. Il 99% dei commercianti del centro è in crisi, poi c’è chi lo ammette e chi preferisce non uscire allo scoperto, ma la realtà è che le vendite sono crollate del 20% negli ultimi dieci anni». Nell’incontro con D’Eramo, i commercianti hanno proposto una piattaforma da attuare per il rilancio del centro storico: parcheggi gratuiti con disco orario, eliminando ogni ipotesi di sosta a pagamento, l’applicazione per un certo periodo di una sorta di zona franca, con la detassazione per gli esercenti che operano dentro le mura storiche e l’eliminazione delle auto degli operai, con l’utilizzo di soli camion che accompagnino i lavoratori dei cantieri al mattino. Così da lasciare libere le aree di sosta. Ma le proposte, da sole, non bastano.
«Andremo alla mobilitazione», annuncia Colaneri. «Stiamo pensando a una serrata generale o a un blocco stradale. È necessario far sentire la nostra voce. Siamo allo stremo: o paghiamo gli affitti, o le tasse, o mangiamo. Per fare tutto gli incassi non sono sufficienti». Anche Natalia Nurzia, dell’omonimo bar, parla di crisi senza precedenti. «Nel 2010-2011 abbiamo lavorato moltissimo», dice, «adesso gli incassi sono precipitati. Non ci sono turisti, gli operai diminuiscono e nel fine settimana il centro è deserto. Su ogni casa ristrutturata, dopo un po’ compare il cartello vendesi o affittasi».
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