Commercio, la ricetta scacciacrisi

La Confesercenti rilancia le sue proposte: meno tasse e contributi ai giovani
SULMONA. Meno tasse, più contributi per i giovani imprenditori e marketing territoriale. Sono queste alcune delle proposte contenute nella ricetta della Confesercenti per risollevare il commercio in crisi in città. “Se si spengono i negozi, si spegne la città”, è il nuovo slogan dell’associazione di categoria che continua gli incontri con l’amministrazione comunale per far tornare il settore al centro dell’economia cittadina. Tra le idee al vaglio spiccano il rafforzamento della crescita economica e i consumi; l’abbassamento della pressione fiscale su famiglie e imprese; la lotta al commercio illegale e abusivo, l’economia sommersa e la concorrenza sleale in tutte le sue forme, compresa una gran parte dell’economia basata su pratiche di scambio e condivisione; lo studio dello sviluppo del marketing territoriale e urbano di tutto il territorio cittadino. E ancora, il ripensamento della gestione delle risorse di mercato per la valorizzazione della storia, della cultura, delle tipicità e delle tradizioni locali; la valorizzazione dei mercati storici e le fiere su aree pubbliche; l’agevolazione dell’associazionismo tra gli operatori per valorizzare ogni angolo della città; l’attivazione delle politiche economiche a favore dei giovani che vogliono operare nel commercio, con azioni finanziate dal microcredito. Tra le misure anche la definizione di politiche attive e incentivi fiscali per le piccole imprese commerciali indipendenti e di prossimità per la valorizzazione commerciale della città, per le politiche di gestione coordinate, per l’assistenza tecnica e per supportare le piccole imprese nella sfida del commercio elettronico e dell’innovazione.
«In questi giorni in cui il confronto tra amministrazione comunale e associazioni si sta facendo più intenso», sottolineano Pietro Leonarduzzi e Angelo Pellegrino del Cescot, «la Confesercenti ripropone alcune azioni strategiche che la giunta Casini potrebbe far proprie, così da poter lottare al fianco degli operatori commerciali e delle loro associazioni». (f.p.)
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