Commercio, parte il grido d’allarme «Servono ristori veri e immediati»

Confcommercio: «Molti rischiano di affogare, subito un vaccino anche per la pandemia economica» E Conflavoro attiva uno sportello dopo le tante richieste di aiuto. Sarà aperto tre giorni a settimana
L’AQUILA. Tra pandemia e bollette raddoppiate si prospettano tempi duri per commercianti e imprenditori della città.
«La peggior situazione economica del post-sisma» per Angelo Liberati di Confcommercio L’Aquila, che in questi giorni è stato preso d’assalto dalle telefonate dei negozianti della città che hanno già ricevuto le prime bollette salate. Lui stesso è titolare di uno storico supermercato e ha appena ricevuto un conto di 3.334 euro per la fornitura del gas relativa al mese di dicembre. Lo scorso anno, nello stesso mese, la bolletta era stata di circa 740 euro. Un costo, dunque, più che raddoppiato.
CONFCOMMERCIo: più ristori
«Sono situazioni assurde», prosegue Liberati, «perché il 60 per cento degli importi è rappresentato da imposte. E mentre i politici cincischiano a eleggere il presidente della Repubblica una buona fetta di italiani è con l’acqua alla gola e in primavera rischia di affogare», avverte il rappresentante di Confcommercio. «Per scongiurare tutto questo, sul tavolo nazionale abbiamo chiesto ristori veri e immediati. Si paventano circa 40 miliardi di fondi statali per il caro bollette. Speriamo che arrivino in tempo. Lo Stato deve offrire un vaccino anche per la pandemia economica. Nel post-sisma, infatti, le fatture delle utenze erano state bloccate così come le rate dei mutui. Ora, invece, nonostante la pandemia, le bollette con gli aumenti continueranno ad arrivare, mese dopo mese. Ma tra le spese di un’attività non ci sono soltanto le utenze, bisogna pagare anche l’affitto del locale e il personale con il rischio che, in virtù della diminuzione degli incassi, visto che anche le famiglie afflitte dal caro bollette sono costrette a tirare la cinghia sui consumi, le imprese vadano inevitabilmente incontro a un taglio del numero dei dipendenti». Per Liberati, tra i settori più a rischio ci sono bar, ristoranti, ma anche sale cinematografiche. E un grido d’allarme è arrivato anche dai parrucchieri e dai gestori degli impianti sportivi come le piscine che sono state escluse dai ristori del governo.
L’INIZIATIVA DI CONFLAVORO
Per offrire sostegno a commercianti e imprenditori stremati dalle difficoltà economiche legate alla lunga emergenza sanitari e a quella energetica più recente, Conflavoro L’Aquila ha deciso di aprire uno sportello di consulenza. A renderlo noto è il presidente dell’associazione di categoria Ugo Mastropietro, titolare di una gioielleria in città. «Ci stiamo muovendo con discrezione e fermezza nello stesso tempo», afferma Mastropietro, «per trovare delle soluzioni e salvare tante attività commerciali. Abbiamo ricevuto, infatti, diverse lamentele e ci siamo subito attivati per offrire assistenza sia ai nostri associati che a chiunque sia in difficoltà vista la portata della situazione che stiamo vivendo in questo momento. Oltre agli aumenti sulle bollette di luce e gas, molti ci riferiscono di avere difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui e delle assicurazioni. Purtroppo, a causa della pandemia», aggiunge il rappresentante di Conflavoro L’Aquila, «nei bar, nei ristornati e nei negozi entra sempre meno gente e per un effetto a catena ne stanno risentendo un po’ tutti i settori».
Lo sportello di sostegno alle attività di Conflavoro sarà aperto, a partire dal prossimo 17 febbraio, nella sede dell’associazione, in via Indipendenza, 13. Esperti saranno a completa disposizione per tre giorni alla settimana. Lo sportello, infatti, resterà aperto il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30.
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