Commessa annullata Globe Network ricorre in tribunale

23 Giugno 2016

La novità dalla riunione romana al ministero dello Sviluppo Sempre incerta la sorte dei 234 lavoratori del call center

L’AQUILA. La Globe Network ha presentato un ricorso contro la decisione di H3G di dismettere la commessa aquilana. L’udienza, al tribunale di Milano, è stata fissata per il prossimo 13 luglio. Una novità importante, quella emersa a Roma, durante il tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico. Una novità che lascia però in sospeso i 234 operatori del call center, che al 30 giugno rischiano il licenziamento. Ieri in 60 hanno raggiunto la capitale, per presidiare la sede del ministero, in via Molise, mentre era in corso la riunione, a cui hanno preso parte i sindacati, l’azienda e il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. Nel pomeriggio, la discussione si è spostata negli uffici della società di telefonia mobile H3G. Ma alla luce del ricorso presentato dal fornitore, non avrebbe fatto passi in avanti neanche la trattativa per l’individuazione di un nuovo gestore. Questo, almeno, quanto riferito ai rappresentanti dei lavoratori, dato che sull’operazione vige il top-secret. Oggi è prevista un’assemblea del personale. Il nodo da sciogliere, nell’immediato, è capire cosa succederà il 30 giugno, esattamente tra una settimana. «Torniamo da Roma con l’ennesimo nulla di fatto», il commento del segretario della Slc-Cgil Marilena Scimia, «visto che si dovrà attendere il 13 luglio per sapere cosa deciderà il tribunale di Milano in merito al ricorso della Globe Network. L’azienda, durante il tavolo ministeriale, ci ha informato di aver utilizzato la procedura d’urgenza ex articolo 700, tesa a evitare che la commessa venga tolta. Subito dopo, H3G ci ha confermato la volontà di chiudere comunque il contratto il 30 giugno. Nel frattempo, per gli operatori si apre un periodo buio. Che fine faranno? Lo abbiamo chiesto alla Globe Network, che ci ha risposto che i propri esperti stanno cercando una soluzione tampone. Abbiamo sollecitato e ottenuto un nuovo tavolo romano, il prossimo 18 luglio. Ma la di là di tante chiacchiere», conclude Scimia, «c’è ben poco di concreto». Insomma, alla fine della lunga giornata romana, ci sono tre date certe: il 30 giugno finisce il lavoro, il 13 luglio c’è l’udienza, il 18 luglio si farà il punto della situazione al ministero. Nel mezzo, c’è l’assoluta incertezza sul destino di 234 lavoratori, che oggi, in assemblea, potrebbero decidere nuove azioni di protesta, dopo quelle inscenate durante il Giro d’Italia e la visita di Renzi in città.

Romana Scopano

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