Commozione e ricordi per l’addio a Ruscitti

Chiesa di Cristo Re gremita, colleghi avvocati arrivati da tutto l’Abruzzo Tirabassi: «Ha lavorato fino all’ultimo per tutelare i suoi clienti»
SULMONA. «Ha lavorato fino all’ultimo per tutelare i diritti dei suoi clienti, testimoniando anche in un letto d’ospedale il suo impegno professionale, sublimando così il destino di ogni avvocato». Sono le parole riecheggiate ieri mattina nella chiesa di Cristo Re e pronunciate dal presidente dell’Ordine forense, Luca Tirabassi, a conclusione dei funerali dell’avvocato Nino Ruscitti, morto giovedì scorso all’ospedale di Chieti per le conseguenze di una polmonite che sembrava superata. Piazza Capograssi, era gremita di persone giunte da ogni parte d’Abruzzo per dare l’ultimo saluto al legale 44enne «stimato e capace», che aveva fatto del suo mestiere una vera e propria ragione di vita. In tanti si sono stretti ai genitori Giovanni e Giuseppina e al fratello Daniele. Numerosi gli avvocati che hanno potuto conoscere da vicino le qualità personali di Nino Ruscitti, così come tanti sono stati i giornalisti, colleghi del papà e del fratello, provenienti anche da fuori città. Presente anche una folta rappresentanza della comunità di Bugnara, guidata dal sindaco Giuseppe Lo Stracco. La famiglia Ruscitti, infatti, è originaria del paese ai confini tra la Valle Peligna e la Valle del Sagittario.
Alle 10 in punto, sotto a un tiepido sole, la bara è arrivata davanti alla chiesa di Cristo Re accolta da tanta gente in lacrime e dalla rituale benedizione del parroco don Giovanni Molinari, ormai l’ultimo dei salesiani a guidare l’importante comunità parrocchiale della zona nuova della città.
Proprio nell’oratorio di Cristo Re erano cresciuti nella loro adolescenza sia Nino che il fratello Daniele e probabilmente in quell’oratorio Nino maturò la sua vocazione alla professione forense che con la sua attività di studio e di lavoro ha sempre onorato.
La chiesa gremita in ogni angolo ha accolto la bara coperta dalla toga che ha accompagnato i momenti più impegnativi della carriera forense che da quasi 20 aveva iniziato Nino Ruscitti. Nella sua omelia, il parroco Don Giovanni ha sottolineato il grande dolore per una vita e una carriera stroncate nel fiore degli anni, ricordando che anche Cristo sulla croce, nella sua umanità, ebbe a implorare Dio sentendo avvicinarsi il momento della sua morte. Ma il parroco ha esortato familiari e amici alla verità della fede cristiana che crede a una nuova vita dopo la morte. Gli attimi più commoventi dopo il rito religioso sono stati quelli del ricordo tracciato dall’avvocato Luca Tirabassi a nome di tutti i colleghi di Sulmona e dell’Abruzzo: «Da giovedì sera siamo tutti avvinti da una cappa insostenibile di pesantezza, di dolore ma soprattutto di incredulità. Non riusciamo a credere che un collega così giovane, nel pieno della propria attività, della propria carriera professionale, possa averci lasciato». Tirabassi ha quindi sottolineato che «ciascuno di noi attingerà dall’ampio bagaglio che Nino ci ha lasciato. Ricorderemo sempre il suo essere gentile, cordiale, garbato e di un’eleganza di altri tempi. Ricorderemo le sue battute ironiche appena sussurrate, segno tangibile di acume e intelligenza. Ricorderemo la sua preparazione e lo spessore culturale. La prematura scomparsa dell’avvocato Ruscitti è certo che lascerà un vuoto incolmabile nell’ambiente giudiziario non solo dai suoi colleghi ma anche nel rapporto con i magistrati».
Al termine del rito funebre la salma è stata accompagnata in silenzio verso il cimitero.
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