Commozione per l’addio a Gallucci

In tanti ai funerali del medico-musicista nella chiesa parrocchiale di Pettino
L’AQUILA. Sono stati in tanti a testimoniare il loro affetto e l’ammirazione per le sue capacità professionali e le doti umane. Ieri la chiesa parrocchiale di San Francesco a Pettino è stata affollata da tanta gente, tra i quali anche pazienti che gli devono la vita, per l’addio al professor Massimo Gallucci, morto a 59 anni.
Un ricordo dei suoi amici dice tutto di lui: «E’ stato un vero privilegio averti avuto come amico, quando l'eccellente professionista di fama mondiale lasciava il posto all'uomo unico, poliedrico e insostituibile che sei stato, medico, musicista, padre, scrittore, e ancora soprattutto, amico».
Ieri, alla cerimonia in chiesa, e prima ancora nella camera ardente, sono intervenuti moltissimi medici ospedalieri, docenti universitari e altre autorità cittadine che comunque hanno avuto modo di apprezzarlo. Gallucci era ordinario di Neuroradiologia dell’Università dell’Aquila e direttore della stessa unità operativa complessa nell’ospedale San Salvatore. Negli ultimi anni ha fatto parte della équipe che sta mettendo a punto una tecnica per il trattamento dei tumori (il male che lo ha portato via) attraverso gli ultrasuoni.
Accanto all’impegno medico e scientifico anche la passione per la musica, con l’appartenenza ai «Sale chiodato», gruppo di colleghi medici. Gallucci è stato sepolto nel cimitero di Barisciano, paese del quale il padre fu sindaco per molti anni.
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