Compensi di Cirilli, il caso in tribunale

La moglie-manager dell’artista: in arrivo una denuncia contro l’associazione parrocchiale per spettanze non saldate
SULMONA. È destinata a spostarsi in tribunale la vicenda del mancato compenso reclamato dall’attore sulmonese Gabriele Cirilli per il Premio Ovidio che si è svolto nell’agosto dello scorso anno in piazza Garibaldi e al quale hanno assistito oltre 5mila persone. Compenso irrisorio (si parla di 3.000 euro) che ha portato Cirilli ad affermare che non si esibirà più nella sua città e per il quale non esisterebbe alcun contratto scritto, ma solo una promessa verbale del presidente dell’associazione parrocchiale “Insieme semplicemente”. All’annuncio del vicepresidente Armando Sinibaldi della Fondazione Carispaq, accusata di non aver versato il contributo promesso, di voler adire le vie legali, si aggiungono ora le dichiarazioni della moglie di Cirilli che annuncia querele nei confronti della parrocchia che ha organizzato l’evento. «Assolutamente falsa la dichiarazione del presidente di “Insieme Semplicemente”, Anselmo Colarossi, secondo il quale Cirilli non doveva percepire compenso e adiremo le vie legali», dichiara infatti Maria De Luca, moglie dell’attore sulmonese e amministratore unico della società che detiene i diritti di immagine del marito. De Luca, a sostegno delle rivendicazioni di Cirilli, mostra documenti inviati nel febbraio scorso da Colarossi e che attesterebbero il debito con l’attore. «Per giustificare il ritardo increscioso ci ha sempre detto che la Carispaq non lo aveva ancora pagato e che a costo di togliersi i soldi dalle sue tasche Gabriele avrebbe avuto quanto pattuito», aggiunge De Luca. Ma ieri la Fondazione, smentendo voci e illazioni, sempre attraverso Sinibaldi, ha subito precisato di aver deliberato e pagato il contributo di 6.500 euro a beneficio del Premio Ovidio. Un’altra richiesta di contributo è stata depositata, dalla stessa associazione, per l’organizzazione della terza edizione del Premio poi saltata. «Noi adiremo le vie legali contro Colarossi e la sua associazione per aver sfruttato il lavoro e l’immagine dell’artista Gabriele Cirilli», ribadisce De Luca, «non solo nell’evento di piazza Garibaldi, ma anche nella festa della parrocchia di San Francesco di Paola e nella creazione di un video per promuovere l’immagine della parrocchia proiettato durante il premio Ovidio. Ma soprattutto per aver cercato di infangare il nome di un artista screditando la sua parola».
Anche l’attore sulmonese è tornato sull’argomento ribadendo le accuse contro il sindaco e le due “fondazioni” sponsor dell’evento. «Il Premio Ovidio 2019 non ha più avuto luogo perché con grande amarezza sono spariti tutti coloro che avevano promesso il sostegno economico e morale a partire dal sindaco di Sulmona fino ai presidenti delle fondazioni sponsor dell’evento», scrive Cirilli.
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