Computer in tilt, odissea per prenotare le visite Asl

Code e proteste davanti all’ospedale. E lo sportello della farmacia è chiuso Un paziente racconta: «Per non perdere il posto io e mio fratello facciamo i turni»
SULMONA. La fila al Cup davanti all’ospedale arriva fuori dalla porta della palazzina De Chellis. Mentre gli sportelli prenotazioni alla farmacia comunale sono direttamente chiusi, con un foglio scritto a penna sulla porta con saracinesca abbassata di via Gennaro Sardi. Vanno a singhiozzo da quattro o cinque giorni le prenotazioni online di visite e esami, secondo gli utenti e i responsabili del Tribunale per i diritti del malato, che tornano a denunciare il disservizio. Alla base del problema dovrebbe esserci il mal funzionamento del sistema informatico, che avrebbe allungato ulteriormente le file nei vari sportelli, oltre che prolungato il ritiro delle analisi nel laboratorio dell’ospedale. A ciò si aggiunga la chiusura del Cup alla farmacia comunale, che non ha fatto altro che triplicare le file e le attese. Esasperate le persone all’esterno della palazzina De Chellis.
«Sono dovuto venire qui, da casa mia alla zona nuova, perché lo sportello alla farmacia comunale era chiuso» protesta Domenico Notardonato, da più di mezz’ora in coda «con tutte le file che facciamo dovrebbero allungarci la vita di dieci anni per recuperare qualcosa».
In molti, visto il grosso scarto fra gli ultimi numeri erogati della macchinetta elettronica e quelli serviti, ci rinunciano. Oppure si industriano come meglio possono. «Io e mio fratello ci stiamo dando il cambio per non perdere il nostro turno» racconta Federico Vincenzo «ora, che devo andare via io, gli faccio uno squillo e mi raggiunge lui. È l’unico modo per prenotare una visita e non perdere un’intera mattinata di lavoro».
«Sono in coda da più di un’ora» si avvicina con la sua stampella la signora Annunziata Bucci «sono anziana, ho un problema di deambulazione e non ci vedo bene e sono costretta a fare file così lunghe. È una vergogna».
C’è anche chi, però, nonostante i disservizi riconosce la rapidità degli addetti agli sportelli. «Bisogna però dire che gli impiegati sono molto veloci» aggiunge Marco Picini in attesa del suo turno «le code si creano perché i disservizi alla rete informatica sono quasi all’ordine del giorno, ma il personale fa il possibile».
Ma c’è anche chi rivendica un servizio migliore. «Sono venuta qui, lasciando la mia collega in negozio» racconta una donna che preferisce restare anonima «non posso prendermi delle ore di permesso solo per prenotare un esame e ho fatto una scappata pensando di riuscire a fare subito. Ma sono numero 140 e sono al 93. Quasi 50 numeri di scarto, quindi devo andare via». Conferma i disagi Edoardo Facchini, responsabile del Tribunale per i diritti del malato. «Sono quattro o cinque giorni che il sistema informatico funziona a singhiozzo» sottolinea «è un via vai di gente che si ferma a protestare. Addirittura, oltre alle file lunghissime e ai problemi col ritiro delle analisi, è stato chiuso lo sportello Cup alla farmacia comunale. Visto che c’è un responsabile per il servizio è giusto che ne risponda, perché qui i problemi sono la norma e non il contrario. Dopo ore di attesa, la gente è costretta a tornarsene a casa senza aver risolto nulla».
I problemi al Cup vengono denunciati negli ultimi anni da più parti, anche se una soluzione definitiva tarda ad arrivare. Anche sui locali poco idonei della palazzina De Chellis, finiti nel 2011 al centro di una denuncia alla Procura di Sulmona «per i luoghi angusti e senza servizi», presentata dallo stesso tribunale per i diritti del malato.
Federica Pantano
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