Comunali, si cambia strategia Boccia: «Stop ai favoritismi»

Il vicesindaco e presidente della commissione: «Esclusi parenti di politici fino al IV grado e privilegeremo giovani e disoccupati». Saranno 152 i nominati in una lista di 3.551 persone
AVEZZANO. Chiamata diretta degli scrutatori in vista delle Comunali di primavera, ma evitando i favoritismi e le lottizzazioni politiche del passato. Dopo le polemiche divampate prima del referendum del 4 dicembre scorso – seguite al caso-Pescara sollevato dal Centro – il Comune di Avezzano è pronto ad adottare dei correttivi.
«Sempre nel rispetto delle normative», assicura il vicesindaco Ferdinando Boccia, che è anche presidente della Commissione elettorale.
Dovranno essere 152 i nominativi da “pescare” tra le 3.551 persone che formano l’apposito Albo dei soggetti idonei all’ufficio di scrutatori di seggio elettorale. I nomi saranno prescelti dalla Commissione elettorale comunale presieduta dal vicesindaco Boccia e formata dai consiglieri Vincenzo Ridolfi, Leonardo Rosa e Vincenzo (Pissino) Gallese. Commissione nata all’inizio della consiliatura del sindaco Gianni Di Pangrazio, con i componenti indicati da maggioranza (tre) e minoranza (1). «Intendiamo fare tutto alla luce del sole», riprende Boccia, «la commissione, come in passato, dovrà fare riferimento alle disposizioni contenute nella legge numero 270 del 21 dicembre 2005 e alla relativa circolare numero 6 del 26 gennaio 2006, oltre alla circolare numero 85 dell’aprile 2006 del ministero dell’Interno, secondo le quali la designazione degli scrutatori avviene con procedura di nomina all’unanimità dei componenti della commissione elettorale. Sarà rispettato il principio di garanzia delle nomine».
Ma a primavera si vogliono evitare favoritismi, fermo restando che 112 nomi devono essere indicati dalla maggioranza comunale, gli altri 40 dall’opposizione. «Diremo no alle parentele dei politici fino al IV grado e sì soltanto a situazioni di reale bisogno», precisa Boccia, «privilegeremo i giovani e, più in generale, chi si trova in uno stato di necessità. Abbiamo ipotizzato anche il sorteggio, ma è un metodo che non può garantire una scelta accurata. Perché si rischia di chiamare chi un lavoro già ce l’ha».
Alle elezioni amministrative i compensi per i presidenti di seggio ammontano a 150 euro, per gli scrutatori la paga è di 120 euro.
Che di questi tempi non sono pochi. Lo dimostra il fatto che il 14 gennaio scorso il Comune ha provveduto ad aggiornare l’elenco degli scrutatori: le domande arrivate in municipio sono state 390 e quelle scartate sono state 77 (69 perché già presenti, tre per doppia presentazione, due perché i richiedenti non sono in possesso dei requisiti richiesti); 70 i cittadini cancellati rispetto al 2016.
«Chiediamo trasparenza e regole precise», dichiara Vincenzo (Pissino) Gallese, rappresentante di Partecipazione popolare, «la commissione va convocata in tempi rapidi. Su un punto siamo d’accordo: nominare scrutatori che hanno reale necessità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

