Comune, 20 anni fa la morte dell’assessore Fantasia

L’AQUILA. Oggi, 20 anni fa, si spegneva, a 62 anni, l’assessore comunale Romano Fantasia. In occasione dell’anniversario, Teresa Cima ha scritto un suo ricordo.«Per prima cosa vorrei dirti quanto sia...
L’AQUILA. Oggi, 20 anni fa, si spegneva, a 62 anni, l’assessore comunale Romano Fantasia. In occasione dell’anniversario, Teresa Cima ha scritto un suo ricordo.
«Per prima cosa vorrei dirti quanto sia incolmabile il vuoto che hai lasciato, vent’anni senza te...un tempo infinito, un tempo inarrestabile». Cima ne ricorda «la presenza fatta di piccole e grandi cose, la vivace intelligenza, la generosità, il tuo impegno politico, la tua lunga militanza nel partito socialista, la passione nel rappresentare le istanze della gente. Pensavi a una società migliore, ricordo le grandi discussioni sul fermento politico-sindacale che si era creato intorno al Polo elettronico, unica fonte di ricchezza per la nostra città. Sai, Romano, oggi non esiste più: a nulla sono valse tutte le nostre battaglie per mantenerlo in vita. Il mondo che ti sei lasciato alle spalle non è migliorato, non si è evoluto. Povertà culturale, diseguaglianze e ingiustizie sociali, insieme all’assenza di lavoro per le nuove generazioni, sono come una brutta bestia che ci sta divorando. Se potessi, vorrei regalarti il sogno di un mondo migliore, un mondo di eguali, un mondo solidale. Vorrei regalarti la mia gratitudine».
Sono pervenuti anche altri messaggi. Scrive Lelio De Santis (Idv): «Romano Fantasia è uno di quegli amministratori comunali che hanno dato tanto alla crescita della città e che è giusto non siano dimenticati. La stagione politica del pentapartito, con luci e ombre, negli anni 80/90 era viva e dinamica. Era un amministratore intelligente e pratico, un politico lungimirante, un socialista coerente e motivato. Un punto di riferimento importante per tantissimi cittadini, un interlocutore attento ai tanti problemi del lavoro. Mi piace ricordare oggi, che prevale una politica strillata, un politico pacato che parlava dei problemi concreti, sempre con garbo, e che è morto povero, con dignità».
Pasquale Corriere commemora «un amministratore serio, vicino alla gente».

