Comune, 432mila euro agli avvocati

Chiuso contenzioso di 15 anni. I Revisori: accertare eventuali responsabilità degli ex amministratori
AVEZZANO. Il Comune deve pagare quindici anni di incarichi agli avvocati convenzionati. Il commissario prefettizio Mauro Passerotti chiude l’accordo transattivo coi quattro professionisti creditori, Giancarlo Paris, Antonio Milo, Giorgio Sucapane e Giampiero Nicoli, attraverso una cospicua riduzione dell’importo globale maturato tra il 1998 e il 2013: dai 598mila euro (più Iva) reclamati dai legali, la transazione sancita dalla delibera commissariale numero 72 del 31 dicembre scorso è stata chiusa con un esborso ridotto a 432mila, Iva compresa. Con un risparmio per le casse pubbliche di circa il 30% rispetto alla somma originaria. «È stato un risultato eclatante per il Comune, che mette l’Ente al riparo anche da aggravi di spese, mentre il riconoscimento dei crediti vantati dai quattro avvocati, quali debiti fuori bilancio», puntualizza il commissario Passerotti, «traggono origine negli anni precedenti alla gestione commissariale, in un arco temporale che abbraccia più consiliature e altrettante amministrazioni in carica. Il tempo trascorso, senza alcun provvedimento di definizione delle diverse richieste formulate dai professionisti convenzionati, proiettava l’Ente verso un rilevante aggravio di spese, con possibili danni erariali conseguenti al pagamento di eventuali interessi moratori e risarcimenti di ulteriori danni».
Per non allungare la lista degli amministratori inadempienti, già molto nutrita, Passerotti ha messo la parola fine alla lunga storia degli onorari di quindici anni non pagati col consistente taglio delle parcelle, che fanno riferimento alle amministrazioni guidate da Mario Spallone per 4 anni, Antonio Floris nei successivi 10 e, infine, il primo anno di Gianni Di Pangrazio. L’operazione è stata promossa dai revisori dei conti del Comune di Avezzano, che però hanno aggiunto un paletto non da poco sulla testa degli ex amministratori in carica dal ‘98 al 2013: «Accertare le eventuali responsabilità e, nel caso, adottare azioni di rivalsa nei confronti dell’amministratore o dipendente il cui comportamento ha provocato conseguenze dannose per l’amministrazione».
Sul fronte bilancio 2020, invece, il via libera, prorogato al 30 marzo, è alle battute finali.
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