Comune, bonus per le famiglie con redditi bassi

Servirà a pagare soprattutto canoni e bollette domestiche Il sindaco: «Il 27 per cento degli aquilani non ha lavoro»
L’AQUILA. La giunta comunale, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista, ha approvato un piano di interventi straordinari per la povertà e l’inclusione sociale, con i conseguenti indirizzi, riferito al biennio 2015-2016. In particolare verrà erogato un contributo economico straordinario una tantum, per nuclei familiari con reddito Isee almeno sino a 3mila euro, con la previsione, all’interno del bando per l’assegnazione di tale misura, di un accordo di fiducia tra l’amministrazione comunale e l’utente per una parziale destinazione delle somme, pari ad almeno il 20 per cento, a pagamento di canoni e utenze domestiche. Verranno inoltre incrementate le risorse dedicate al progetto per interventi integrativi della domiciliarità, aumentando le somme destinate alla fornitura di beni e al pagamento di bollette e canoni, in favore di utenti a carico del servizio sociale, attraverso la redazione di piani personalizzati e calibrati sulle diverse problematiche. Previsti anche l’apertura di uno sportello dedicato all’accoglienza e al supporto per il pagamento di canone e bollette, in fase di coprogettazione con le associazioni facenti parte della Rete locale per i servizi di prossimità, rivolto alle famiglie con reddito Isee pari a zero, inoltre azioni di supporto all’erogazione di pacchi alimentari e beni di prima necessità da parte di associazioni del settore che vorranno aderire al progetto e la prosecuzione di politiche di sostegno al reddito in favore di oltre 70 famiglie con minori, sotto forma di benefìci socio economici. I fondi complessivamente destinati al progetto ammontano a 300mila euro. «I recenti, allarmanti dati diffusi dal Centro per l’impiego», ha dichiarato il sindaco Massimo Cialente, «ci dicono che il 27 per cento circa della popolazione del territorio è priva di un’occupazione (cifra drammatica, se si considera la fascia attiva, escludendo anziani e bambini), la metà di loro sono donne. Negli ultimi 6 anni, e cioè dalla data del sisma, la disoccupazione è aumentata di oltre l’800 per cento e ha visto raddoppiare il numero di cittadini stranieri iscritti al Centro. I nostri uffici sociali ricevono richieste sempre crescenti di sostegno da persone e nuclei familiari in condizioni di indigenza, a volte totale, con una preoccupante tendenza alla cronicizzazione dei problemi. Alla luce di tale gravissima situazione l’amministrazione si è dato come prioritario l’impegno a fornire delle risposte, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili, riservandosi di incrementare lo stanziamento economico destinato a sostenere progetti e politiche di sostegno al reddito, tutte riconducibili a quella ricostruzione sociale che è un punto nevralgico delle azioni programmatiche post-sisma».
«Si tratta di una prima risposta», sono le parole dell’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista, «a un fabbisogno che nasce da problematiche complesse e differenti, letteralmente esplose dopo il sisma, che vanno dal progressivo impoverimento, dovuto alla chiusura di attività autonome o alla contrazione del mercato del lavoro, fino al dilatarsi delle difficoltà abitative. I soggetti maggiormente interessati da fragilità sociali sono persone con disabilità e marginalità sociali, donne sole con minori a carico, nuclei familiari a basso reddito, famiglie numerose o con procedure di sfratto a carico. Abbiamo individuato», ha proseguito l’assessore, «cinque diverse azioni da attuare, differenti tra loro perché differente e articolato è il quadro complessivo delle necessità».

