Comune, crepe in maggioranza Tre consiglieri contro Pingue
SULMONA. Una crepa che potrebbe allargarsi fino ad arrivare a una crisi irreversibile, tanto che Sulmona al Centro paventa l’ennesimo commissariamento della città. Sono ai ferri corti il consigliere...
SULMONA. Una crepa che potrebbe allargarsi fino ad arrivare a una crisi irreversibile, tanto che Sulmona al Centro paventa l’ennesimo commissariamento della città. Sono ai ferri corti il consigliere comunale di maggioranza Fabio Pingue e i suoi colleghi di Sulmona al Centro, il gruppo più vicino al sindaco Annamaria Casini e all’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Una tempesta scoppiata su Casa Italia e che è andata allargandosi alle diverse esternazioni che da tempo vedono protagonista il consigliere di Avanti Sulmona, Fabio Pingue. Una burrasca alimentata anche dal clima segnato già dalle manovre in atto in vista delle elezioni regionali che potrebbero vedere coinvolto lo stesso capogruppo di Avanti Sulmona. Alla reprimenda e all’ultimatum di Sulmona al Centro, Pingue ha risposto sostenendo che la sua condotta «è cristallina e lineare» chiedendo che «i consiglieri eterodiretti» facciano chiarezza scegliendo «tra l’essere consiglieri o adepti». Pronta la replica dei quattro consiglieri di Sulmona al Centro (Santilli, D’Antino, Di Rocco e Amori), che bacchettano Pingue colpevole di avere abbandonato il vertice di maggioranza di martedì sera, proprio quando si discuteva del problema politico in atto nella maggioranza. «Questo comportamento mette a serio rischio la tenuta dell’amministrazione», accusa Sulmona al Centro, «l’abbandono della riunione da parte del consigliere socialista non ha permesso alla maggioranza di discutere su temi come sanità, trasporti e riorganizzazione della macchina amministrativa». Il gruppo addossa a Pingue la responsabilità di un eventuale nuovo commissariamento «per effetto di personalismi e aspirazioni politiche». (c.l.)
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