Comune, guerra ai dipendenti scortesi

Circolare di Cialente: «Basta con i modi maleducati al telefono o in ufficio, chi non rispetta la gente vada a casa»
L’AQUILA. Buon senso ed educazione suggerirebbero di utilizzarle sempre. Ma da oggi, le formule «Pronto, buongiorno, grazie», per i dipendenti comunali saranno tassative nel contatto con il pubblico. Un richiamo scritto, quello del sindaco, Massimo Cialente, trasmesso agli assessori e ai dirigenti dei diversi uffici e delle municipalizzate per sollecitare «una maggiore cortesia verso i cittadini». Al bando, dunque, arroganza e toni aggressivi che, secondo il sindaco «troppo spesso caratterizzano il comportamento dei dipendenti comunali». A farne le spese, qualche mese fa, è stato il padre di Cialente che, dopo aver chiesto informazioni all'Asm sul servizio finalizzato a rimuovere con grandi contenitori l'immondizia negli spazi pubblici dei condomini ristrutturati, era stata liquidato con una frase in dialetto, tutt'altro che gentile. Un caso come tanti. Il sindaco ha raccolto decine di segnalazioni. L'ultima, arrivata ieri, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Chiunque non dovesse riuscire ad essere più gentile, può anche cambiare lavoro o mettersi in aspettativa», dice senza mezzi termini Cialente. Del resto, la lettera è chiara: «Nel ricordare a tutti noi che i cittadini e gli utenti sono coloro per i quali lavoriamo e che pagano le nostre retribuzioni», scrive il sindaco, «si dispone che tutti i dipendenti, nessuno escluso, che rispondono al telefono dei loro uffici usino le formule “Pronto, buongiorno Comune dell'Aquila” e si presentino. Si tratta di una norma elementare di buona educazione e trasparenza. Raccomando, inoltre, di ricordare che nei confronti dei cittadini, anche coloro che a volte sono esasperati, si deve rispondere sempre e cortesemente. Chiunque non dovesse riuscirci, può cambiare lavoro». Il sindaco ha, inoltre, invitato i dirigenti a trasmettere all'ufficio di gabinetto una copia della circolare inviata ai dipendenti e ad assumere eventuali provvedimenti disciplinari, in caso di mancato rispetto delle regole. «Sono più di tre anni che ricevo segnalazioni», conferma Cialente, «ho deciso di emanare una disposizione sindacale dopo l'ennesimo episodio che mi ha riferito una signora straniera. Tutti prendono lo stipendio, a volte molto più alto del mio. E' giusto attenersi alle regole, laddove non arriva la buona educazione».
Pugno di ferro, dunque, e niente sconti.
«In questo modo difendo l'immagine dei dipendenti gentili e cordiali. Ma c'è una minoranza che della scortesia ha fatto una bandiera e che rischia di appannare l'immagine complessiva dell'ente. Del resto», conclude il sindaco, «anche a me è capitato, in altre città, di chiedere informazioni e ricevere risposte poco consone dai vigili urbani . Di quel comune, mi sono fatto un pessimo giudizio».
Monica Pelliccione
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