Comune, il caso La Porta agita l’opposizione

19 Giugno 2023

Ai Civici non va giù il sì al bilancio della consigliera leghista. E la maggioranza spinge per il rimpasto

SULMONA. C’è maretta tra i banchi dell’opposizione dopo il voto favorevole al bilancio della consigliera Antonietta La Porta. Alla crisi di maggioranza, caratterizzata da uscite e rimpasti annunciati ma non ancora attuati, non si è contrapposta un’opposizione compatta che oltre ad aver assistito a dei cambi dell’ultimo minuto deve anche sostenere una spaccatura interna difficile da sanare. Nei giorni precedenti al consiglio comunale c’era stato uno scambio di accuse tra Pd, Fratelli d'Italia e Sulmona libera e forte. Uno contro l’altro con accuse di accordi sottobanco che sono arrivate poi in consiglio comunale. La crisi della squadra del sindaco Gianfranco Di Piero e il possibile accordo tra Pd e Fratelli d’Italia per andare avanti fino alle regionali è stato oscurato dalla mano alzata della consigliera comunale, Antonietta La Porta, che ricopre anche il ruolo di consigliera regionale in quota Lega. Al momento di votare il bilancio di previsione 2023- 2025 la consigliera, che voci di corridoio danno sempre più vicina a Fratelli d’Italia, ha alzato la mano e il suo sì a palazzo San Francesco è stato conteggiato dal presidente del consiglio, Cristiano Gerosolimo. La Porta, accusata dal gruppo d’opposizione dei civici al quale si è aggiunto anche il consigliere Maurizio Proietti, si è poi giustificata affermando che si è trattato di un errore. Il tutto aggiungendo di non accettare polemiche sterili sulla questione. Intanto, in città c’è attesa anche per le scelte del primo cittadino Di Piero. Nei prossimi giorni il sindaco dovrebbe riconvocare i suoi per ricominciare a parlare del rimpasto. Manca all’appello l’assessore alla Cultura, Rosanna Tuteri che giorni fa ha rassegnato le sue dimissioni. Probabilmente il sindaco, che ha tenuto per se le deleghe dopo la scelta della Tuteri di abbandonare palazzo San Francesco, vuole temporeggiare con la nuova nomina per poter utilizzare poi la poltrona vacante in fase di rimpasto. (e.b.)
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