Comune, il segretario difende il capo dei vigili

La nomina di Amorosi in commissione di garanzia dopo l’inchiesta della Procura Le opposizioni: «I tecnici non facciano i politici». Controlli, il giallo del verbale
L’AQUILA. «Non c’è nessuna irregolarità nella nomina di Tiziano Amorosi a comandante dei vigili urbani». Lo ha affermato in maniera perentoria il segretario generale del Comune, Lucio Luzzetti, che ieri nella Commissione di garanzia (presieduta da Giustino Masciocco) ha risposto ai dubbi avanzati da alcuni commissari e in particolare da Paolo Romano (Italia Viva). Luzzetti ha definito le affermazioni di Romano «simpatiche e fantasiose» beccandosi poi la reprimenda dello stesso Romano che in sostanza gli ha replicato: «Stia al suo posto, non faccia considerazioni che non le competono, lei è un tecnico non un politico». Sulla presunta posizione “irregolare” di Amorosi qualche giorno fa il Centro aveva pubblicato la notizia dell’esistenza di una denuncia alla Finanza e a seguire c’era stata una dura presa di posizione della Cgil. La tesi del segretario generale espressa con una impercettibile sicumera è che la legge regionale del 2013 – che prevede che il ruolo del comandante debba essere affidato a persona in forza ai vigili urbani (della serie: il comandante deve avere la divisa) – è superata da una legge nazionale del 2016 che di fatto la sconfessa. Anche la posizione dell’Anac – che aveva espresso un parere a dire il vero non molto chiaro – secondo il segretario non si riferiva al Comune dell’Aquila, ma a tre piccoli comuni abruzzesi. Luzzetti ha poi fatto notare che, con la nomina di Amorosi, la pubblica amministrazione risparmia. Infatti Amorosi è già un dirigente pubblico. Se il Comune dovesse pagare un comandante spenderebbe almeno 100.000 euro in più l’anno. Romano ha ribattuto anche a questo facendo notare che il problema è la legittimità o meno dell’incarico non se il Comune risparmia o meno. L’assessore Carla Mannetti, che ha la delega alla polizia municipale, per parte sua ha rivendicato “la scelta politica” di nominare Amorosi del quale peraltro nessuno dei commissari ha messo in dubbio capacità e professionalità.
IL GIALLO DEL VERBALE. La commissione, prima del caso Amorosi, si era occupata di una vicenda che ha le tinte di un “giallo”. Due commissari, Marcello Dundee e Berardino Morelli, hanno chiesto in maniera ferma e insistente che i vigili urbani mettano a disposizione un verbale (che non si è ben capito se esiste o meno) che un agente avrebbe dovuto stilare dopo una segnalazione che Dundee fece alla polizia municipale il 9 aprile, in piena emergenza Covid, con la quale sollecitava un controllo a un banco di frutta posizionato all’aperto in una strada cittadina. I due commissari hanno chiesto che il verbale (se verrà fuori) e gli atti relativi vengano inviati alla Procura. Il dubbio – tutto chiaramente da verificare – da parte di Morelli e Dundee è che ci possa essere stata una omissione, nel senso che il controllo richiesto o non è stato fatto o è stato fatto in maniera non esaustiva. La questione tornerà quanto prima in Commissione.

