Comune in bancarotta, c’è la sentenza definitiva

22 Dicembre 2020

Scanno, il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar e sancisce il dissesto  Il sindaco Mastrogiovanni: confermata la nostra linea, troppi debiti dal passato  

di Massimiliano Lavillotti SCANNO. È il Consiglio di Stato a mettere fine allo scontro l’amministrazione e il gruppo di opposizione a Scanno sul dissesto finanziario del Comune. Con la sentenza emessa dal massimo organismo della giustizia amministrativa, infatti, è stato definitivamente dichiarato il fallimento delle casse municipali.
Il dissesto finanziario del Comune, dunque, è realtà. È l’effetto del pronunciamento del Consiglio amministrativo che ha accolto il ricorso presentato dal sindaco Giovanni Mastrogiovanni, bocciando così la sentenza del Tar che in precedenza aveva dato ragione ai consiglieri di minoranza del gruppo “ScannoInsieme” che avevano contestato la delibera sulla proclamazione del dissesto. «I riferimenti alla non opportunità di far ricorso alla procedura di pre-dissesto non valgono a inficiare la legittimità della delibera impugnata», si legge nella sentenza, «e il solo elemento della giacenza positiva di cassa non concorre a dimostrare l’insussistenza delle condizioni di dissesto accertate sempre dal Comune». I troppi debiti e la mancanza di soluzioni attuabili per risanare il bilancio municipale, hanno spinto nel novembre del 2019 gli amministratori comunali a intraprendere la strada del fallimento delle casse dell’ente. La relazione dell’assessore alle finanze Giuseppe Marone, che ricostruisce la vicenda dal 2005, ha evidenziato una massa debitoria pari a 1.704.926,81 euro, a cui aggiungere altri 614mila euro di debiti che non avevano la necessaria copertura, oltre a quanto emerso nei capitoli delle opere pubbliche che presentavano altri debiti fuori bilancio. «La decisione adottata all’epoca da tutta la maggioranza, con questa sentenza si rivela non solo giusta ma anche lungimirante», spiega Mastrogiovanni, «dal momento che, come già detto, non si poteva cancellare con un colpo di spugna la verità scolpita nei ripetuti richiami della Corte dei conti. Il dissesto finanziario non è stato frutto di un’azione istintiva, né una scelta politica, ma una decisione inevitabile proprio per il bene di Scanno». Lapidario il commento del capogruppo di opposizione Amdeo Fusco: «Le sentenze si rispettano, anche se ci danno torto. E abbiamo avuto torto. Siamo sereni, nella consapevolezza di aver agito solo per gli interessi degli scannesi. Continueremo a svolgere il ruolo di controllo e di stimolo politico amministrativo, che ci compete. Gli uomini passano, Scanno resta».
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