Comune revoca Cas, il giudice lo condanna

14 Febbraio 2015

L’ente obbligato a restituire le somme non erogate a una famiglia: «Contributo tolto prima della sua formale abolizione»

L’AQUILA. Ancora una volta il Comune è stato battuto in tribunale per una controversia inerente alla ricostruzione.

Questa volta all’attenzione del giudice c’è stata una storia riguardante il Cas, ovvero il Contributo di autonoma sistemazione che il Comune dovrà restituire a una famiglia aquilana cui lo aveva tolto.

La ragione che ha indotto i ricorrenti a seguire la via legale sta nel fatto che il contributo di autonoma sistemazione era stato revocato alla famiglia prima ancora che fosse uscita un’ordinanza che nella sostanza ne avesse sancito l’abolizione.

La famiglia, pertanto, ritenendo di essere nel giusto, ha affidato il proprio patrocinio all’avvocato Federico Cinque. La famiglia aquilana ha avuto certamente dei problemi da questo stop all’erogazione del contributo per una serie di fattori.

A cominciare dal fatto che i componenti non vivevano all’Aquila, ma sulla costa, e, inoltre, questa decisione è stata improvvisa senza che venisse comunicata in maniera rituale agli interessati. Questo senza la possibilità di concordare con l’ente una ipotetica soluzione alternativa. Va rimarcato che quella casa, classificata B, ha avuto un iter travagliato ai fini dei restauri visto che ancora non è agibile.

La trattazione della causa è stata affidata al giudice che solitamente si occupa di controversie di lavoro, Annamaria Tracanna. Il magistrato ha depositato il provvedimento nella giornata di ieri e l’ente è stato sconfitto su tutti i fronti. Nel senso che la sentenza prevede che alla famiglia ricorrente spettino oltre novemila euro, ovvero la cifra che ha speso di tasca propria per pagare l’autonoma sistemazione per il quale il Comune si era chiamato fuori. L’ente è stato poi chiamato a pagare ulteriori spese legali e di giudizio.

Il provvedimento è stato notificato anche al Comune che potrà ricorrere ma, secondo quanto si è appreso, ci sono state anche delle altre sentenze in passato molto simili a questa. Poi, oltre al merito, ci sono le modalità di comunicazione lasciano a desiderare.

La famiglia in questione, comunque, ancora non ha avuto la possibilità di essere trasferita in un map o abitazione del Piano Case in ossequio alle direttive comunali che prevedono per marzo la fine definitiva di questa forma di assistenza alla popolazione.

Il Contributo di autonoma sistemazione (Cas), che sta per essere eliminato in quanto troppo oneroso per l’ente, viene pagato, secondo l’ultimo report a circa 1200 famiglie. Il numero è in netto calo visto che, secondo dati del Comune, solo pochi mesi fa i nuclei familiari che fruivano del contributo erano oltre cinquemila. Un segnale positivo che indica come molte famiglie siano tornate a casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA