«Comune senza strategie»

22 Ottobre 2017

Palumbo incalza Biondi. Che replica: quando risponderò qualcuno perderà la parola

L’AQUILA. «Spero che da questo mio contributo nasca una discussione utile e costruttiva, nell’interesse della città». È dedicata ai primi 100 giorni di governo della giunta di centrodestra, la lettera aperta che il capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Palumbo ha scritto al sindaco Pierluigi Biondi, «chiedendo chiarezza su aspetti dirimenti sul ruolo del consiglio comunale, il rapporto tra maggioranza e opposizione e il progetto strategico da seguire». Una missiva che Biondi avrebbe preferito «ricevere di persona». Il primo cittadino, contattato dal Centro, si prende del tempo per leggerla, ma annuncia che prima o poi anche lui metterà mano alla penna, «per raccontare quello che ho trovato in Comune». Replica, invece, il capogruppo di “Noi con Salvini” Daniele Ferella: «Vorremmo consegnare all’oblio della storia politica i vostri fallimenti e le vostre tante pagine buie». La riflessione di Palumbo è condotta su toni pacati, ma va all’attacco soprattutto quando accusa il sindaco e la sua giunta di «aver lasciato che il consiglio consumale divenisse luogo e strumento di propaganda». Il capogruppo Pd denuncia anche «l’assenza di un progetto strategico» e chiede a Biondi «se ha nel cassetto un progetto alternativo migliore di quello impostato in questi anni».
IL SINDACO. Ieri Biondi si è preso una pausa dagli impegni istituzionali: «La lettera di Palumbo non l’ho letta», spiega, «perché non mi è stata recapitata personalmente. Poteva consegnarmela venerdì, durante la seduta del consiglio comunale. Per ora», afferma perentorio, «preferisco solo replicare che il giorno che scriverò la mia, di lettera aperta, su quello che ho trovato insediandomi in Comune, parecchia gente perderà sia la parola che la voglia di scrivere».
LA LETTERA. «Cento giorni restano oggettivamente pochi», scrive Palumbo, «per esprimere un giudizio definitivo sulla qualità e l’efficacia dell’azione amministrativa: sono stati tuttavia sufficienti a far emergere l’impostazione che hai inteso dare al nuovo corso. Ho rimproverato in più di un’occasione all’amministrazione il fatto di aver prodotto finora poco o nulla in termini di atti amministrativi. Ma la cosa che trovo preoccupante è il modo con cui si è cercato di colmare questo vuoto, lasciando che il consiglio comunale divenisse luogo e strumento di propaganda attraverso iniziative e parole d’ordine rivolte al vostro elettorato di riferimento, come se la campagna elettorale non si fosse mai fermata. Questo rappresenta un elemento di divisione che annulla di fatto la credibilità di qualsiasi appello all’unità e alla collaborazione». Palumbo sottolinea poi che «l’eccessiva mediocrità del programma di mandato sottoposto all’attenzione del consiglio comunale e la ritrosia dimostrata durante la discussione rispetto ai nostri stimoli, lasciano presagire che la definizione di una pianificazione strategica non sia né una preoccupazione né una priorità della nuova amministrazione». Infine, i consigli: «Disegna la città del futuro (smart city, 5G, ricerca, turismo) e afferma che «non si può pensare di fondare un percorso così lungo e complesso, ma necessario, rispondendo al sentimento di una sola parte politica. Penso che il lavoro dovrebbe ispirarsi ai valori della solidarietà, della fiducia, della partecipazione e dell’ambizione».
NOI CON SALVINI. I toni si scaldano nella controffensiva affidata ai salviniani: «È terminato il tempo del Khmer rosso al comando. È iniziata l’era dell’amministrazione che sa amare la propria terra», replica Ferella. «Da 100 giorni lavoriamo con il solo fine di dipanare una perversa massa di problematiche ereditate dalla precedente giunta e che sono state tenute nascoste alla città. Parallelamente stiamo riscrivendo per ogni settore il percorso che porterà all’adozione di importanti atti, i quali daranno programmazione e progettualità al nostro territorio».
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