Comune, una tempesta politica: «La scelta per salvare la giunta»

4 Agosto 2022

Nannarone e Proietti respingono le accuse dopo il passaggio al gruppo consiliare del sindaco Di Piero Ma l’opposizione spara a zero sulla maggioranza: «Soltanto balletti e guerre fratricide sulla stampa»

SULMONA. Nessuna lezione da chi ha fatto acrobazie politiche. Rispondono così il consigliere Maurizio Proietti e la consigliera Teresa Nannarone alle accuse mosse nelle ultime ore per il loro passaggio nel gruppo “Liberi e forti” che avrebbe smorzato i venti di crisi a palazzo San Francesco e rafforzato la maggioranza. A loro avviso la scelta di aderire alla squadra del sindaco blocca ogni manovra delle opposizioni di far cadere l’amministrazione.
LE ACCUSE
La decisione di Proietti di aderire insieme a Caterina Di Rienzo e Nannarone a “Liberi e forti”, di cui fanno parte il sindaco Gianfranco Di Piero e il consigliere Francesco Perrotta, e lasciare il posto da consigliere provinciale, provoca delle reazioni da parte delle opposizioni. Per i consiglieri Vittorio Masci e Salvatore Zavarella «Proietti dopo aver abiurato il gruppo di appartenenza ed essersi messo in stand-by in maggioranza (assieme alla consigliera consorte) per incassare un’elezione a consigliere di maggioranza di centrodestra in Provincia, con un salto acrobatico torna indietro. Sulmona perde l’unico consigliere di maggioranza in Provincia (l’altro è del Pd) sul quale sperava di contare». Secondo i consiglieri Andrea Gerosolimo, Franco Di Rocco e Luigi Santilli «a distanza di quasi un anno dalle elezioni, questa maggioranza consiliare che ha aspramente criticato la precedente amministrazione, sventolando un nuovo modo di fare politica, balza agli onori della cronaca soltanto per inspiegabili balletti e guerre fratricide sulla stampa. Se questo è il cambiamento promesso, francamente la città ne farebbe tranquillamente a meno».
LA PRESA DI POSIZIONE
Proietti parla invece di coerenza politica. «Non faccio nulla di straordinario, resto in maggioranza», commenta, «entrando in “Liberi e forti” c’era un’anomalia con il mio ruolo in Provincia, e visto che non sono attaccato alla poltrona l’ho rimossa dimettendomi. Mi sembra una scelta coerente anche perché non sono iscritto a nessun partito, provengono dall’Udc e mi considero un moderato». In risposta alle accuse mosse chiarisce: «C’è gente che ha fatto le acrobazie e poi critica me, è incredibile. Io semplicemente non volevo essere ricattabile da nessuno, la mia è una scelta di coerenza. Siccome c’era una difficoltà amministrativa, insieme ad altri abbiamo deciso di porre fine a tutto ciò e di rafforzare la maggioranza». Anche per la Nannarone l’adesione al gruppo civico è “un chiaro segnale di rafforzamento della maggioranza, in particolare del sindaco, che ha bloccato ogni manovra di farlo cadere. Se a parlare poi è un fantasma come Gerosolimo che è venuto in consiglio una o due volte, o altri che hanno fatto le giravolte, commentare è una perdita di tempo».
IL Partito democratico
Intanto dal Pd bocche cucite sulla decisione della Nannarone di riconsegnare la tessera e uscire dal gruppo consiliare. Il segretario di Sulmona Franco Casciani e quello provinciale Francesco Piacente, preferiscono non commentare neanche la decisione di otto democratici di prendere le distanze dal partito. «Gli esponenti del Pd che mi hanno dato la solidarietà», dice Nannarone, «sono stati protagonisti della vittoria di questa maggioranza. Alcuni hanno preso più voti del segretario Casciani. Hanno espresso critiche fin da subito perché dopo le elezioni all’interno del circolo sono state utilizzate modalità inaccettabili. Loro stessi sono stati messi all’angolo e gli è stato impedito di parlare».
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