Comuni contro le mafie, L’Aquila tra i 100

Cialente: un dovere aderire all’iniziativa dell’Anci, qui siamo riusciti a tenere fuori il malaffare
L’AQUILA. «Un dovere aderire a questa iniziativa, soprattutto oggi, soprattutto all’Aquila, il cantiere più grande d'Europa, sin dalle prime ore di quel tragico 6 aprile 2009, quando la terra ancora tremava e le vittime erano ancora sotto le macerie, oggetto degli appetiti più torvi». Così il sindaco Massimo Cialente, sull’adesione della città a «100 comuni contro le mafie», iniziativa promossa dall’Anci. «Da quel momento, in particolare, abbiamo intensificato la nostra battaglia contro qualsiasi espressione della mafia, facendo della trasparenza il nostro vessillo, incrementando le regole, potenziando i controlli, analizzando tutte le situazioni, anche quelle in apparenza più limpide», prosegue Cialente. «Ho avvertito un clima di pressione, di intimidazione ma non ho mai esitato un momento a denunciarlo, anche pubblicamente, sollevando interrogativi e preoccupazioni ma anche l’attenzione di chi, in questa battaglia, ci sta affiancando con dedizione e silenzio: forze dell’ordine e magistratura». Secondo Cialente, «proprio forse, grazie al mio comportamento, la ricostruzione dell’Aquila è quella che è costata di meno rispetto a tutti gli altri terremoti e che, nonostante le centinaia di cantieri che si sono avvicendati dal 2009 ad oggi, è riuscita a tenere fuori la mafia, bloccata al primo tentativo di insediamento. Giusto due mesi fa, inoltre, ci siamo dotati di una piattaforma telematica per le gare pubbliche che evita totalmente qualsiasi manovra di ingerenza o eventuale commistione con gli appaltatori. E responsabile della Centrale unica di committenza è il vice sindaco Nicola Trifuoggi, magistrato in pensione. Non è una battaglia semplice, ma compito degli amministratori è quello di usare tutti i mezzi per tenere sempre alta l’attenzione. Questa iniziativa dell’Anci sarà utile a raccogliere le esperienze di noi sindaci».
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