Comuni del cratere: un mese per chiudere i progetti incompleti

30 Marzo 2021

L’Ufficio speciale di Fossa scrive ai 56 sindaci interessati: «Chi non rispetta la scadenza riparte da zero con la pratica»

L’AQUILA. Chi non consegna entro un mese le integrazioni alle schede parametriche 2 (i progetti esecutivi) rischia di vedersi archiviare la pratica. È questo il senso di una lettera che il dirigente dell’ufficio speciale di Fossa (Usrc, competente per la ricostruzione dei comuni “minori” del cratere sismico 2009), ingegner Raffaello Fico, ha inviato ai sindaci delle 56 amministrazioni interessate. La pratica, una volta archiviata, potrà anche essere ripresentata, ma ricomincerebbe l’iter daccapo.
700 PRATICHE SOSPESE. L’Usrc attende da mesi le integrazioni a ben 700 pratiche sulle 1.000 schede parametriche-2 in istruttoria. Una situazione che secondo l’Ufficio non è più tollerabile e che mette in forse i tempi per la “chiusura” della ricostruzione post-sisma 2009 prevista nel giro di cinque-sei anni al massimo (fra iter burocratico e fine cantieri). Nella lettera ai Comuni l’Usrc scrive: «Si rende noto che, a seguito di una verifica sullo stato delle istanze di contributo, è emerso che sussistono numerosi casi nei quali l’ufficio attende da più di 90 giorni la documentazione integrativa necessaria alla definizione del provvedimento. Il perdurare di tali ritardi – come anche espresso nell’espletamento delle funzioni di controllo e indirizzo della Corte dei Conti – produce un dannoso rallentamento dei processi istruttori e fisici della ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma Abruzzo 2009. Si chiede, pertanto, ai soggetti destinatari (i sindaci, ndr) di dare massima diffusione a cittadini, professionisti, imprese e soggetti comunque interessati mediante pubblicazione sul proprio sito istituzionale. Nei casi in cui la documentazione non dovesse pervenire in maniera comunque esaustiva e conforme alla richiesta di integrazione documentale entro 30 giorni dalla presente comunicazione, l’ufficio competente provvederà ad avviare l’iter per la conclusione del procedimento e l’archiviazione della pratica. Resta salva la possibilità di ripresentare l’istanza laddove compatibile con la normativa. Si segnala altresì la previsione del potere sostitutivo del Comune (il commissariamento, ndr). L’istruttoria delle nuove domande di contributo sarà avviata in ragione dell’ordine di priorità definito dai Comuni, nel rispetto della presenza delle prima abitazioni, da valutare anche sulla base della data del nuovo protocollo». Per ogni Comune, alla lettera è allegato l’elenco delle pratiche con le integrazioni in ritardo. Non si tratta di un “richiamo” generico, ma riferito a istruttorie che hanno numero, nome e cognome.
ALTRE SCADENZE. Pochi giorni fa l’Ufficio speciale per il Comune dell’Aquila ha reso noto che, in base a una norma approvata dal parlamento, è possibile presentare la scheda parametrica-1 (e quindi fare domanda per ricostruire l’aggregato) al massimo entro il 30 settembre 2021. Poi chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. Per i Comuni del cratere la scadenza del 30 settembre vale per i paesi fuori cratere (Bussi per esempio) e per le pratiche delle “periferie”. Per i centri storici, tenuto conto della sovrapposizione con il cratere 2016 (che nell’Aquilano riguarda una decina di Comuni), la scadenza ultima per presentare la domanda di contributo, slitta di un anno, al 30 settembre 2022.
La “filosofia” che comunque sta passando è che non c’è più tempo da perdere. Dopo 12 anni non ci sono giustificazioni per i ritardi. E quando si andrà a stringere, si capirà anche dove sono le colpe (circostanziate pratica per pratica) di una ricostruzione tanto farraginosa, mettendo fine allo sport nazionale: lo scaricabarile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA