Comunità montana, Liberatore lascia

23 Maggio 2017

Alto Sangro, il commissario denuncia: «Senza risorse impossibile operare»

CASTEL DI SANGRO. Ha presentato le proprie dimissioni il commissario straordinario della Comunità montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia Andrea Liberatore, che a chiare lettere denuncia lo stato di abbandono in cui versa l’ente territoriale nato originariamente per la valorizzazione delle zone montane attraverso l’esercizio associato di alcune funzioni comunali.
«Impossibile amministrare in solitudine e senza risorse», commenta Liberatore, «e per giunta in condizioni non solo difficili, ma perfettamente inutili». In una nota indirizzata al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il responsabile dell’organismo locale ha annunciato le proprie dimissioni dal suo incarico qualora non ottenga riscontro immediato alle richieste di difesa e salvaguardia dei servizi offerti dalla Comunità montana nel territorio altosangrino. «A oggi ho la certezza che continuare a guidare la Comunità montana non abbia più senso alcuno», scrive Liberatore nella lettera inviata anche al sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca, «dal momento che, se è vero che in ogni caso sia indispensabile offrire il proprio contributo per il territorio di appartenenza, credo sia oltremodo svilente il ruolo che sono costretto a recitare».
Il commissario Liberatore, nei giorni scorsi, si è visto costretto a paventare la sospensione dei servizi sociali per carenza di fondi. Difficile, se non impossibile, anche la gestione dell’impianto di compostaggio di Bocche di Forli e della stessa Comunità montana, ormai quasi completamente paralizzata in assenza di erogazione dei fondi. «Parlo e scrivo ovviamente per me», aggiunge Liberatore, «ma credo che ogni commissario straordinario di ognuna delle Comunità montane esistenti sul territorio abruzzese possa ben comprendere, meglio di ogni altro, il senso e la dimensione - istituzionale sentimentale - di assoluta solitudine che partecipo».
Liberatore ha annunciato di attendere una risposta da D’Alfonso entro sabato 27, data in cui le dimissioni saranno irrevocabili. (m.lav.)
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