«Con il telelavoro prestazioni scese del 20% in provincia»

10 Giugno 2020

Per Podda (Confindustria) i dirigenti di enti e aziende non sono pronti alla gestione del personale da remoto

L’AQUILA. Si tirano le prime somme sull’applicazione del telelavoro, adottato da molte aziende durante i mesi dell’emergenza sanitaria. Secondo il presidente di Confindustria L’Aquila-Abruzzo interno Riccardo Podda, «nel periodo di lockdown e con l’applicazione dello smart working, in provincia dell’Aquila si è registrato un calo delle prestazioni lavorative di circa il 20%. Il risultato delle attività e il raggiungimento degli obiettivi finali hanno risentito dell’applicazione del lavoro a distanza».
Podda non boccia l’opportunità di operare da remoto, ma suggerisce l’avvio di appositi corsi di formazione per il personale.
«Il Covid ha fatto comprendere», afferma Podda, «quanto sia rilevante e attuale l’opportunità di operare da remoto, nel mercato del lavoro, ma le infrastrutture digitali si sono rivelate non ancora all’altezza di “reggere” l'impatto di una digitalizzazione delle attività produttive con un’alta percentuale di incidenza dello smart working».
Per il presidente di Confindustria, «dirigenza e management degli enti pubblici e delle aziende private, in buona parte, non sono ancora pronti psicologicamente alla gestione del personale da remoto. Parte della popolazione lavorativa ha operato, in smart working, anche 24 ore al giorno, in maniera molto pro-attiva», rileva Podda, «la restante parte ha subìto un parziale calo delle prestazioni, che ha fatto scendere, in provincia dell’Aquila, il livello delle prestazioni di circa un 20 per cento. Le cause sono da ricercare nell’insieme delle abitudini stratificate, soprattutto nel management che gestisce la forza lavoro, che non ha ancora raggiunto un livello formativo tale da condurre nella pienezza del nuovo ruolo le prestazioni in smart working».
Da qui, la necessità di «avviare percorsi formativi sull’utilizzo dello smart working e del co-working, che i grandi gruppi industriali hanno sperimentato da anni e che forniscono alle aziende il vantaggio di usufruire a distanza di personale altamente specializzato, per le figure professionali richieste».
Un discorso che può essere allargato anche alle piccole e medie imprese: «Questa la traiettoria futura, tanto più in provincia dell’Aquila dove il polo elettronico, il farmaceutico, l’industria aerospaziale stanno spingendo in questa direzione».
Infine Podda interviene sulle dichiarazioni del presidente dell’Inps Pasquale Tridico, che ha accusato le imprese di non far ripartire le attività, visto che lo Stato continua a farsi carico dell’80 per cento delle buste paga dei lavoratori.
«Si tratta di affermazioni», conclude Podda, «che non rendono giustizia alle tante imprese, soprattutto le più piccole, che stanno attraversando un momento di crisi profondissima dovuto alla forte contrazione della domanda dai mercati esteri e per gli oneri fiscali e contributivi a cui devono adempiere. Tanto più in provincia dell’Aquila, un territorio che paga ancora il doppio scotto del devastante terremoto del 2009 e di quello del Centro-Italia».
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