Con la moto contro l’auto: operaio muore a 28 anni

31 Agosto 2021

Schianto fatale sulla 5 bis: perde la vita sulla Ducati presa da due settimane

L’AQUILA. Morire sulla strada di casa. Su una moto presa da quindici giorni. A 28 anni. Lorenzo Tatananni, operaio della Vibac di Bazzano, in sella alla sua moto Ducati di colore nero, stava percorrendo la statale 5 bis in direzione Bagno, dove abitava. Subito dopo aver superato il concessionario Auddino è andato a sbattere contro una Opel corsa guidata da un anziano della zona, che stava svoltando. Il motociclista, con ogni probabilità, ha tentato di evitare l’impatto, ma non ci è riuscito. Lo schianto è stato tremendo. La moto è dotata di abs, il sistema antislittamento in frenata. In ogni caso non si sarebbero rilevati segni di frenata di alcun tipo.
LO SCHIANTO FATALE. Il giovane operaio ha prima preso la macchina sul lato sinistro del parabrezza. L’urto, violentissimo, lo ha scaraventato verso l’alto facendolo volare contro un segnale stradale. Alcuni automobilisti che si trovavano a passare hanno sentito un gran rumore e sono accorsi per cercare di prestare soccorso. Un ex poliziotto della Stradale si è accorto che respirava e ha immediatamente chiamato il 118, che è arrivato sul posto per un disperato tentativo di strapparlo alla morte. Purtroppo i danni riportati nel doppio impatto gli sono stati fatali. E il suo cuore ha cessato di battere poco dopo. Una nuova tragedia per la sua famiglia. Anni fa aveva perso la mamma, Roberta Galli.
SCATTA L’INCHIESTA. Sul luogo del tremendo impatto sono arrivati i vigili del fuoco, la polizia municipale che ha deviato il traffico su strade secondarie, e, qualche minuto dopo, anche alcuni parenti. Lorenzo Tatananni aveva preso la moto solo 15 giorni fa. La polizia municipale ha eseguito i rilievi con il sistema gps per redigere il rapporto da cui si partirà per fare luce sulla dinamica. Sotto osservazione il comportamento dell’anziano automobilista (rischia di finire nei guai per omicidio stradale), ma anche la condotta della vittima. Si cercherà di capire, in particolare, se l’automobilista abbia messo la freccia per preavvisare della sua intenzione di svoltare a sinistra, e anche se il motociclista avesse le luci obbligatorie della moto accese. Anche la velocità potrebbe avere avuto una parte nella tragedia, in un tratto di strada con incroci pericolosi, teatro di molti incidenti, e che è infatti coperto da un limite di velocità di 50 chilometri orari.
(ha collaborato
Raniero Pizzi)
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