«Con me nuova classe dirigente e fuori tutti gli anti-Avezzano»

Perché chi ha votato un altro candidato al primo turno deve scegliere lei? E visto che si teme un’alta percentuale di astensionismo, come convincerà i cittadini a tornare alle urne? «Per le tante...
Perché chi ha votato un altro candidato al primo turno deve scegliere lei? E visto che si teme un’alta percentuale di astensionismo, come convincerà i cittadini a tornare alle urne?
«Per le tante cose fatte, per non fermare quelle in itinere che stanno cambiando completamente volto alla città, sempre più bella, accogliente, attrattiva e soprattutto leader nella Marsica e in Abruzzo. Perché non abbiamo né padrini, né padroni, perché siamo pronti a recepire i punti programmatici più qualificanti degli altri candidati e integrarli nel nostro programma elettorale che, voglio ricordarlo, ha raccolto quasi il 45% delle preferenze al primo turno, arrivando molto vicino al quorum decisivo. Convinceremo a votarci anche quei cittadini che nel primo turno hanno legittimamente optato per gli altri candidati e lo faremo continuando a raccontare pacatamente le tante cose fatte e il programma per il prossimo quinquennio».
Che cosa succederà lunedì 26 giugno?
«Continuerò a essere il sindaco di tutti, lavorando le consuete 12 ore al giorno al servizio della città, come ho fatto nel primo mandato, per mantenere in alto il vessillo dell’avezzanesità e continuare il proficuo rapporto con le istituzioni regionali, nazionali ed europee. Per completare la straordinaria opera di messa in sicurezza di tutte le scuole, per avviare la riqualificazione del complesso ex Arssa e di piazza Torlonia, per difendere e incrementare il lavoro e il tessuto produttivo, per consolidare la permanenza del tribunale, per rafforzare il servizio di tele-sorveglianza e di controllo del territorio, per realizzare il nuovo ospedale, per completare la riqualificazione del centro e delle periferie, per valorizzare a fini turistici le nostre risorse archeologiche, monumentali e ambientali e, consentitemelo, per respingere chi vorrebbe svendere Avezzano a vecchi e nuovi aspiranti colonizzatori».
Quale patto si sente di fare con gli avezzanesi?
«Questi primi cinque anni di governo sono stati un’esperienza sicuramente positiva, in particolare sotto l’aspetto umano, segnata anche da qualche piccolo errore di valutazione riguardo a qualche voltagabbana che, dopo aver avuto l’onore di amministrare la città su mia delega, ora pur di raccattare qualche voto è pronto a svenderla e a denigrarla dipingendola come una città del terzo mondo. Ma dove vivono il candidato e i suoi suggeritori? Avezzano è una città bella, moderna e vivibile. E chi dice il contrario non è degno di rappresentarla. Per questo mi sento di fare un patto con gli avezzanesi: fidatevi, questi “anti-Avezzano” non avranno alcuno spazio. Sarà mio impegno far lievitare una nuova classe dirigente tra i tanti giovani di Avezzano a cui affidare tra cinque anni l’amministrazione della città».
Che cosa non le piace dell’altra coalizione?
«È una colazione nata contro, composta da tanti personaggi messi alla porta da questa amministrazione che usa toni troppo alti, demonizza ossessivamente l’altro e la città, ha un programma fumoso e con dietro le quinte tanti padrini interessati più a misurarsi per il loro futuro politico che per il destino della nostra amata Avezzano».
Si può stemperare l’avvelenato clima della campagna elettorale degli ultimi giorni?
«Lo stile della mia campagna elettorale è stato, è e sarà all’insegna delle cose fatte: non credo che vince chi urla più forte, ma chi riesce ad arrivare al cuore dei cittadini». (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Per le tante cose fatte, per non fermare quelle in itinere che stanno cambiando completamente volto alla città, sempre più bella, accogliente, attrattiva e soprattutto leader nella Marsica e in Abruzzo. Perché non abbiamo né padrini, né padroni, perché siamo pronti a recepire i punti programmatici più qualificanti degli altri candidati e integrarli nel nostro programma elettorale che, voglio ricordarlo, ha raccolto quasi il 45% delle preferenze al primo turno, arrivando molto vicino al quorum decisivo. Convinceremo a votarci anche quei cittadini che nel primo turno hanno legittimamente optato per gli altri candidati e lo faremo continuando a raccontare pacatamente le tante cose fatte e il programma per il prossimo quinquennio».
Che cosa succederà lunedì 26 giugno?
«Continuerò a essere il sindaco di tutti, lavorando le consuete 12 ore al giorno al servizio della città, come ho fatto nel primo mandato, per mantenere in alto il vessillo dell’avezzanesità e continuare il proficuo rapporto con le istituzioni regionali, nazionali ed europee. Per completare la straordinaria opera di messa in sicurezza di tutte le scuole, per avviare la riqualificazione del complesso ex Arssa e di piazza Torlonia, per difendere e incrementare il lavoro e il tessuto produttivo, per consolidare la permanenza del tribunale, per rafforzare il servizio di tele-sorveglianza e di controllo del territorio, per realizzare il nuovo ospedale, per completare la riqualificazione del centro e delle periferie, per valorizzare a fini turistici le nostre risorse archeologiche, monumentali e ambientali e, consentitemelo, per respingere chi vorrebbe svendere Avezzano a vecchi e nuovi aspiranti colonizzatori».
Quale patto si sente di fare con gli avezzanesi?
«Questi primi cinque anni di governo sono stati un’esperienza sicuramente positiva, in particolare sotto l’aspetto umano, segnata anche da qualche piccolo errore di valutazione riguardo a qualche voltagabbana che, dopo aver avuto l’onore di amministrare la città su mia delega, ora pur di raccattare qualche voto è pronto a svenderla e a denigrarla dipingendola come una città del terzo mondo. Ma dove vivono il candidato e i suoi suggeritori? Avezzano è una città bella, moderna e vivibile. E chi dice il contrario non è degno di rappresentarla. Per questo mi sento di fare un patto con gli avezzanesi: fidatevi, questi “anti-Avezzano” non avranno alcuno spazio. Sarà mio impegno far lievitare una nuova classe dirigente tra i tanti giovani di Avezzano a cui affidare tra cinque anni l’amministrazione della città».
Che cosa non le piace dell’altra coalizione?
«È una colazione nata contro, composta da tanti personaggi messi alla porta da questa amministrazione che usa toni troppo alti, demonizza ossessivamente l’altro e la città, ha un programma fumoso e con dietro le quinte tanti padrini interessati più a misurarsi per il loro futuro politico che per il destino della nostra amata Avezzano».
Si può stemperare l’avvelenato clima della campagna elettorale degli ultimi giorni?
«Lo stile della mia campagna elettorale è stato, è e sarà all’insegna delle cose fatte: non credo che vince chi urla più forte, ma chi riesce ad arrivare al cuore dei cittadini». (r.rs.)
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