«Con queste scelte l’Università rischia la chiusura»

2 Luglio 2018

Attacco frontale dell’ex sindaco Di Pangrazio alla giunta Casciere: «Mistifica la realtà per risalire la corrente»

AVEZZANO. Niente «tentennamenti», né «passi indietro sull’Università», una conquista che va «salvaguardata e potenziata», per permettere ai giovani di restare nella Marsica e di «mettere a frutto qui i loro talenti». L’ex sindaco, Giovanni Di Pangrazio, traccia la strada da seguire sull’Università attraverso politiche di sostegno e diversificazione e ne teme la chiusura viste le scelte del Comune. «L’Università è un investimento sul futuro», sottolinea, «ma ha bisogno di aule, sede prestigiosa e altri corsi aderenti alla realtà del territorio». Strada imboccata dalla precedente amministrazione che aveva avviato un percorso con l’Ateneo di Teramo mirato a «portare in Marsica un corso di laurea nel campo agroalimentare con sede a Palazzo Torlonia, per consolidare il 5° polo universitario d’Abruzzo». «Quelle battaglie», afferma, «erano le colonne portanti per realizzare qui un Campus con Giurisprudenza, Agraria e specializzazioni connesse. Oggi che sono arrivati i fondi del Masterplan, Palazzo Torlonia, che era a costo zero per il Comune, è stato restituito al mittente dal sindaco», aggiunge Di Pangrazio, «dopo che ha tentato di farne sede e deposito della Polizia locale cercando di piazzare qua e là le aule dell’università, addirittura minacciandone la cancellazione a fasi alterne. Altrove, poiché non è più possibile aprire nuove sedi, chi le ha le valorizza». L’accusa dell’ex sindaco, punta anche sulla «concessione del castello agli amici dell’università privata (Pegaso, con tra i referenti il forzista Armando Floris) a costo irrisorio, di un bene pubblico simbolo della città». Chiosa finale con un consiglio, che poi è una rivendicazione su scuole e Masterplan: «Continui a restare sulla via segnata dalla mia amministrazione», conclude, «come sta facendo per le scuole, di cui oggi arrivano a maturazione altri progetti messi in cantiere dal mio governo».
Opposto il pensiero dell’assessore all’Università, Leonardo Casciere: «Appare surreale che a lamentare il totale abbandono in cui versa da anni Giurisprudenza sia proprio il consigliere Di Pangrazio», contrattacca, «che durante il mandato da sindaco non ha fatto nulla per rilanciarla, né per evitare la mortificazione dell’istituzione universitaria, allocata in pochi spazi raggiungibili dall’uscita di sicurezza del Liceo Classico. Situazione che ha provocato intollerabili disagi agli studenti, determinando un crollo degli iscritti, a cui non ha saputo o voluto porre argine». «Col rettore di Teramo», prosegue l’avvocato Casciere, «stiamo valutando la fattibilità e la sostenibilità economica di arricchire l’offerta formativa con corsi di studi che abbiano attinenza con le vocazioni del nostro territorio con sedi dignitose e soprattutto dotate di laboratori». «Che Di Pangrazio», conclude l’amministratore pubblico, «cerchi di mistificare la realtà e di risalire in cattedra fa un po’ sorridere vista la bocciatura alle elezioni che avrebbe dovuto suggerirgli di ritagliarsi un profilo più sobrio».
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