Con Toti e Quagliariello prove di bipolarismo

Auditorium dell’Ance pieno per presentare la nuova forza liberal-conservatrice Il movimento “Cambiamo” parla ai moderati e ottiene altre adesioni in Abruzzo
L’AQUILA. Una forza liberal-conservatrice e plurale, una sorta di Pdl 2.0 in grado di riaggregare i moderati che non si riconoscono nel sovranismo di Salvini, ma al tempo stesso non hanno intenzione di buttarsi tra le braccia di Matteo Renzi. È questo il profilo di “Cambiamo”, il nuovo soggetto politico a cui ha dato vita l’ex Forza Italia Giovanni Toti e al quale ha aderito anche il movimento “Idea” del senatore Gaetano Quagliariello. Il presidente della Regione Liguria e l’ex ministro, in questi giorni, stanno girando l’Italia per presentare il nuovo progetto e lanciare una campagna adesioni. Ieri il tour ha toccato l’Abruzzo, facendo tappa all’Aquila. In un auditorium dell’Ance pieno, Toti e Quagliariello sono stati accolti da Mimmo Srour, nominato coordinatore regionale del nascente partito. Un incarico provvisorio, quello assegnato all’ex assessore regionale con trascorsi anche nel centrosinistra. Quagliariello, infatti, ha tenuto a sottolineare che «entro ottobre dell’anno prossimo, tutti gli incarichi, a livello provinciale, regionale e nazionale, verranno assegnati attraverso le primarie».
LE ADESIONI. In Abruzzo “Cambiamo” ha già avuto adesioni importanti, tra cui quelle dell’ex sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, del vicesindaco di Silvi Marina, già membro di Idea, Fabrizio Valloscura (che sarà, in questi primi mesi, coordinatore della provincia di Teramo) e dell’ex presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, presente in platea. «“Cambiamo” afferma le stesse cose che Idea dice da quattro anni», ha spiegato Quagliariello. «In solitaria, abbiamo affrontato un percorso perché ritenevamo che il centrodestra dovesse allargarsi e anche perché pensavamo che la componente liberale e moderata si stesse rattrappendo troppo. Quando il Pdl è ridiventato Forza Italia abbiamo pensato che fosse un passo indietro e non un passo avanti. Speriamo che prima o poi anche Forza Italia possa decidersi a mettersi in discussione e a comprendere che in politica tutto si può fare tranne avere un grande passato dietro le spalle». Un nuovo partito neocentrista speculare a Italia Viva di Renzi? «La parola neocentrismo non mi piace», ha precisato Quagliariello, «ma sì, nella nostra testa questa è un’operazione speculare a quella di Renzi, per rilanciare il bipolarismo e costruire due formazioni moderate. Ho paura che nella testa di altri ci sia l’idea di fare, attraverso il proporzionale, una conventio ad excludendum, di riproporre un arco costituzionale che vada dai Cinque Stelle a Renzi mettendo fuori la destra, anche se questa prende il 35/40%».
GIUGNO 2020. Come primo appuntamento elettorale, Quagliariello individua non la prossima tornata autunnale, troppo ravvicinata, ma quella del giugno 2020: «Per quella data saremo presenti nei comuni e nelle Regioni». «La volontà», ha affermato Toti, «è quella di aggregare, con “Cambiamo”, la parte moderata del centrodestra, ma anche le tante persone che in questi anni si sono allontanate dalla politica. E lo vogliamo fare ripartendo dai territori, dando spazio ai giovani e agli amministratori che spesso nei partiti tradizionali non hanno avuto voce in capitolo». A Toti non piace, però, l’etichetta di “forza antisovranista” che qualcuno ha già affibbiato a “Cambiamo”. «Voglio capire cosa significa sovranismo. Quello italiano mi sembra piuttosto folkloristico. Il sovranismo non può essere la strada. C’è da fare un grande percorso per ridare dignità e peso al nostro Paese nel mondo e credo che lo si possa fare guardando seriamente prima di tutto al nostro interno, a cosa non ha funzionato. Per selezionare una classe dirigente preparata occorre avere la volontà di mettersi in gioco, magari anche di scontrarsi, Da questo processo virtuoso normalmente in democrazia vengono fuori le idee migliori e le persone migliori per incarnarle».
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