Concerto jazz gratuito, anzi no. Ed è polemica

7 Settembre 2017

Una spettatrice è critica: «Chiesti 5 euro per Mario Biondi». La replica di Fresu: «Raccolta benefica per aiutare Amatrice»

L'AQUILA. Concerto gratuito, anzi no. Offerta minima 5 euro per entrare ed esplode la polemica. Il palco è quello allestito davanti alla basilica di Collemaggio per lo spettacolo conclusivo del “Jazz italiano per le terre del sisma”. Manifestazione che ha portato, domenica scorsa all'Aquila 30mila persone e oltre cento musicisti. Tra il pubblico presente, un'aquilana che ha espresso imbarazzo «per essere stata messa in difficoltà davanti a molta gente». Immediata la replica pubblica, postata su Facebook, del direttore artistico della manifestazione, Paolo Fresu, che ha invitato la signora in questione «a portare il portafoglio, il prossimo anno, o a mettere in tasca una banconota». Ma andiamo a ritroso. Tutto nasce da una protesta di una spettatrice che ha parlato di «concerto di Mario Biondi gratis sulla carta, ma se non lasci un'offerta per le popolazioni colpite dal sisma, ti mettono in difficoltà davanti a tutti». Al concerto si accedeva superando il controllo del metal detector e da un solo passaggio obbligato, dove era presente un punto di raccolta fondi con la scritta “Offerta consigliata minima di 5 euro”.
«Mi hanno fatto sentire in difficoltà per non aver lasciato soldi», il commento della spettatrice, «sono stata raggiunta da una volontaria che mi ha chiesto se avessi fatto l'offerta. Non si può parlare di concerto gratuito, quando vengono richiesti soldi».
Immediata la replica di Fresu: «Gentile signora, non era il concerto di Mario Biondi. Ha sbagliato teatro: su quel palco sono passati un centinaio di musicisti, tutti a titolo gratuito. Inoltre, un concerto di Biondi le sarebbe costato molto più di 5 euro e una birra. Il prossimo anno, se verrà a trovarci, porti il portafoglio o, se le dà noia, metta in tasca una banconota che non ruberà spazio e non la appesantirà di certo. Immagino avrà letto, da qualche parte», prosegue Fresu, «che con la solidarietà di quella serata, e di altre con 140 concerti in quattro giorni, intendiamo costruire un Centro polifunzionale da donare agli abitanti di Amatrice. Chi l'ha redarguita con leggerezza – alcuni di quelli che invitavano a donare nelle postazioni con le teche erano gli stessi musicisti che fino a qualche ora prima avevano suonato per le piazze, i chiostri e le strade dell'Aquila – ha passato un intero anno, volutamente senza compenso ma con molta passione, a offrirle nei suoni della speranza quello che lei non è stata capace di cogliere nelle parole e nei gesti». Post che ha provocato una pioggia di commenti, la maggior parte di plauso all'iniziativa. «Non sono tutti così per fortuna gli aquilani. Grata per quello che fai», scrive Paola Tamburrini. «Solo una parola», dice Titti Cervale, «grazie per il calore, la bella musica che rallegra l'animo, la vostra professionalità e bravura». Qualche dubbio lo avanza Claudia Disordine: «Qui nessuno discute della grandezza e della maestosità dell'evento. Si critica il fatto che, se l'offerta è libera, non si deve imporre una soglia minima di 5 euro, altrimenti diventa un biglietto di ingresso. Fatto evidenziato ironicamente da Geppi Cucciari stessa sul palco».
«Paolo, se per caso non l'avessi ancora capito....», il commento ironico di Roberto Salvatore, «benvenuto all'Aquila!».
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