Concime dai rifiuti, ecco il nuovo impianto

Inaugurazione ad Aielli: la produzione raddoppia a 58.500 tonnellate. E ora si punta al biometano
AIELLI. Taglio del nastro per la conclusione del primo lotto dei lavori di ampliamento dell’impianto di compostaggio Aciam di Aielli. La struttura verrà inaugurato questa mattina alle 10.30 in località la Stanga. Gli interventi di ampliamento, partiti a settembre 2019, hanno interessato un’area di circa 50mila metri quadrati e riguardato principalmente la linea del rifiuto differenziato organico per la produzione di compost di qualità, potenziando la capacità di recupero dell’impianto dalle attuali 25mila tonnellate autorizzate alle 58.500 tonnellate del nuovo impianto.
Grazie ai lavori realizzati, la società consortile che lo gestisce è certa che miglioreranno anche le performance qualitative del prodotto, senza però abbandonare l’attenzione alla qualità delle raccolte differenziate sui territori urbani. Ad Aielli si continuerà a produrre un compost di qualità che potrà essere impiegato anche come fertilizzante in agricoltura alla luce dei principi dell’economia circolare dell’Unione Europea. Il secondo lotto del progetto di ampliamento, in fase di appalto, prevede invece l’installazione di un biodigestore anaerobico e di un impianto di upgrade del biogas che permetterà di raggiungere un altro importante obiettivo: la produzione di biometano dai rifiuti, vera e propria risorsa energetica da fonte rinnovabile. I lavori per l’ampliamento del primo lotto dell’impianto di compostaggio sono terminati da qualche settimana e dopo le verifiche e i collaudi la struttura può iniziare a operare. Questa mattina ci sarà l’inaugurazione alla presenza della presidente di Aciam, Anna Maria Taccone, dell’amministratore delegato Alberto Torelli, del presidente Tekneko, Umberto Di Carlo, e del sindaco di Aielli, Enzo Di Natale. Sarà presente alla cerimonia inaugurale il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, mentre la benedizione delle opere e dei macchinari sarà affidata al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro.

