Concordato al Cam, se ne riparla nel 2020

AVEZZANO. Slitta all’anno prossimo la decisione finale della sezione fallimentare del tribunale di Avezzano sulla richiesta di concordato del Consorzio acquedottistico marsicano. Strada per evitare...
AVEZZANO. Slitta all’anno prossimo la decisione finale della sezione fallimentare del tribunale di Avezzano sulla richiesta di concordato del Consorzio acquedottistico marsicano. Strada per evitare il fallimento. Nell’udienza di ieri i giudici hanno concesso altri 30 giorni agli oppositori, Banca Sistema e Agenzia delle entrate, per formulare le controdeduzioni rispetto alla memoria presentata dai legali del Cam alcuni giorni fa. Poi toccherà alla società di gestione del ciclo idrico contro dedurre entro altri 20 giorni. Si allungano, quindi, i tempi per la decisione sul concordato chiesto dalla società a marzo del 2018, ammesso dal tribunale a febbraio del 2019, avallato dal 70,9% dei creditori a settembre, mentre il 29,1 non ne vuol sapere di rinunciare alla stragrande parte del credito. Il Cam, per evitare il crac, punta a ottenere un robusto abbattimento del 70% del debito da oltre 100 milioni. Superato il primo scoglio di settembre, quando la maggioranza dell’esercito di creditori ha fatto scattare il disco verde, ora i vertici del Cam – ieri rappresentato da Manuela Morgante (presidente del comitato di gestione), Alessandro Pierleoni, Felicia Mazzocchi e Antonio Mostacci (presidente e membri del consiglio di sorveglianza) – devono fare i conti coi due colossi degli oppositori: banca Sistema, che vanta un credito di 10,5 milioni, e l’Agenzia delle entrate che vuole recuperare in toto i suoi 5 milioni. (m.s.)

