Concorsi con il trucco, settanta indagati

5 Aprile 2022

L’accusa per chi “sognava” la divisa: i candidati pagavano fino a 10mila euro e le comparse sostenevano la prova scritta

L’AQUILA. Fino a diecimila euro per farsi sostituire alla prova scritta, falsificazione di documenti e controfigure anche positive al Covid. Sono 70 gli indagati, molti dei quali appartenenti alle forze dell’ordine (polizia di Stato, Guardia di finanza, polizia penitenziaria e vigili del fuoco), rimasti coinvolti nella maxi inchiesta avviata dalla Procura dell’Aquila sui concorsi truccati per essere arruolati come poliziotti, finanzieri, agenti penitenziari e vigili del fuoco.
LE INDAGINI
Dalle indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza dell’Aquila, guidato dal colonnello Aurelio Soldano, già comandante delle compagnie di Ascoli Piceno e di Sulmona, e coordinate dal pubblico ministero Stefano Gallo, è emersa l’esistenza di due sodalizi criminali, uno con base nel Napoletano e l’altro nel Casertano, che falsificavano documenti e reclutavano controfigure da inviare in sostituzione ai candidati per sostenere le prove del concorso. Il tutto in cambio 10 mila euro a candidato. Una condotta illecita, smascherata dagli inquirenti, che ha portato all’assunzione di diversi impostori nei vari corpi tra polizia di Stato, guardia di finanza, polizia penitenziaria e vigili del fuoco generando un paradosso per cui chi avrebbe dovuto far osservare la legge in realtà è stato il primo a violarla pur di ottenere il tanto desiderato posto fisso in uno dei corpi delle forze dell’ordine e di polizia.
gli indagati
Le ipotesi di reato contestate a vario titolo ai 70 indagati vanno dal falso, alla truffa, alla sostituzione di persone. Agli appartenenti ai sodalizi criminali campane viene contestata anche l’associazione per delinquere. E tra gli indagati ci sarebbero anche nomi importanti, graduati delle varie forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Le indagini partite dell’Aquila, sono state estese a tutto il territorio italiano. Per ora i concorsi finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti vanno dal 2018 fino agli ultimi bandi indetti nel 2021. E non sono esclusi ulteriori sviluppi.
I CONCORSI TRUCCATI
L’attività investigativa dei finanzieri aquilani ha avuto origine da un concorso con trucco che si è svolto nel 2019 per il reclutamento di 965 finanzieri e che si è svolto nella Scuola ispettori e sovrintendenti delle fiamme di Coppito. Secondo le accuse un centinaio di giovani aspiranti finanzieri si sarebbero fatti sostituire da altri candidati, forse più preparati, per sostenere le prove scritte del concorso. Come? Attraverso la falsificazione dei documenti messa in atto dalle due organizzazioni criminali campane. Motivo per il quale il pm aveva ipotizzato anche il reato di introduzione clandestina in luoghi militari, con il gip, Guendalina Buccella, che si è poi orientata per quello di truffa. In alcuni casi, come emerso dalle carte dell’inchiesta, alcune delle controfigure si sarebbero presentate al concorso sapendo di essere positive al Covid, seppur asintomatiche. Il trucco sarebbe arrivato a costare fino a 10mila per candidato. Non solo finanzieri. Con il passare dei giorni sono emersi altri importanti dettagli: l’inchiesta partita dal capoluogo non ha fatto altro che scoperchiare un vaso di Pandora facendo venire a galla concorsi truccati che si sono svolti in altre città italiane per l’arruolamento di agenti di polizia di Stato, di polizia penitenziaria e vigili del fuoco.
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