Concorso di colpa dei morti: ora lo Stato lo chiede per tutti

Ricorso dei ministeri per tagliare altri risarcimenti che non danno responsabilità alle vittime La madre di Ilaria Rambaldi: «È uno scandalo». L’avvocato Della Vigna: «Tesi illogica»
L’AQUILA. Non basta aver ottenuto il riconoscimento del concorso di colpa di tre vittime del sisma dell’Aquila, quindi una riduzione del risarcimento dovuto ai loro familiari per le negligenze delle autorità pubbliche. Ora lo Stato chiede ai giudici l’assegnazione di una parte di responsabilità anche ad altri morti del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6B di quella tragica notte del 6 aprile del 2009.
L’Avvocatura di Stato, che difende i ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno nelle cause di risarcimento per i mancati controlli del Genio civile e della prefettura sulle condizioni dell’edificio, ha infatti presentato ricorsi in appello contro altre sentenze di primo grado – della decina già arrivate o in procinto di farlo su questo specifico crollo in cui persero la vita in 27 – che, a differenza di quella firmata dalla giudice Monica Croci il 9 ottobre, non assegnano responsabilità alle vittime del crollo dell’edificio venuto giù con la terribile scossa delle 3.32.
«Con la stessa tesi illogica e irrazionale vista nella causa andata a sentenza il 9 ottobre, l’Avvocatura dello Stato chiede anche in questi casi la concorsualità delle vittime nella colpa», dice l’avvocato Wania Della Vigna, interessata direttamente, come legale di familiari delle vittime, da uno dei ricorsi in appello avanzati dallo Stato negli ultimi mesi.
A dare notizia dei ricorsi in questione è stata anche Maria Grazia Piccinini, a sua volta avvocato e madre di Ilaria Rambaldi, una delle tre vittime a cui la sentenza choc del 9 ottobre ha assegnato una responsabilità del 30% per la propria morte perché rimasta «incautamente» a dormire in casa quella notte del 6 aprile. «Non solo il tribunale dell’Aquila: lo scandalo riguarda anche l’Avvocatura dello Stato. Ha infatti chiesto il concorso di colpa. E in un’altra causa, non essendo stato accolto questo, ha fatto appello sul punto. Lo Stato, quindi, come nemico delle vittime», ha scritto ieri in un messaggio pubblico Piccinini.
Le udienze dei ricorsi in appello presentati dallo Stato nel 2021, quindi prima della sentenza choc, dovrebbero andare in scena tra la fine del 2022 e l’inizio del prossimo anno. È chiaro a tutti, quindi, che la causa civile andata a sentenza il 9 ottobre sia soltanto una battaglia di quella che appare come una vera e propria guerra, con i ministeri che tentano di resistere per ridurre i risarcimenti dovuti ai familiari delle vittime del terremoto del 2009.
La stessa Avvocatura di Stato, del resto, oltre che la responsabilità delle vittime del crollo della palazzina, ha tentato anche di far emergere la colpa dei proprietari degli appartamenti dell’edificio. Oltre a richiederlo nelle cause civili, nel 2016 ha infatti avanzato l’istanza – anche questa “choc” – di quattro milioni di euro di indennizzo dal condominio di via Campo di Fossa allo Stato.
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