Concorso per disabili Bufera sulla giunta con un’interrogazione

Quattro consiglieri: «Violate le procedure sul reclutamento» Chiesta al sindaco una spiegazione scritta sull’intera vicenda
SULMONA. Non si placa la polemica sulla contestata delibera di giunta dedicata ai criteri di selezione per l’assunzione di due disabili al Comune.
Dopo il dietrofront dell’esecutivo e la richiesta di dimissioni da parte del capogruppo di Forza Italia, Luigi La Civita, ora i consiglieri di opposizione Daniele Del Monaco, Mimmo Di Benedetto, Gianfranco Di Piero e Luigi Santilli presentano una interrogazione al sindaco Peppino Ranalli per chiedere ulteriori chiarimenti sull'ingarbugliata vicenda.
Secondo i consiglieri, il Comune avrebbe violato l’ulteriore norma che prevede, in caso di avviamento di procedure di reclutamento per l’assunzione di soggetti disabili, l’obbligo di comunicazione preventiva in materia di gestione del personale in disponibilità. In altre parole, prima di bandire un concorso il Comune avrebbe dovuto verificare se c’era personale disponibile, con i requisiti richiesti, a ricoprire il posto vacante.
Inoltre, Del Monaco, Di Benedetto, Di Piero e Santilli rimarcano che l’avviso di reclutamento di personale doveva essere emanato dal Centro per l’impiego della Provincia e non dal Comune.
«Al Centro per l’impiego» intervengono i quattro consiglieri comunali «dovrebbe competere la redazione dell’elenco degli aspiranti da trasmettere al Comune richiedente, che procede alla selezione degli aventi diritto. Pertanto, la predeterminazione, da parte del Comune di requisiti e criteri di ammissione e la formulazione ed emanazione, da parte del Comune medesimo, dell’avviso, suscitano dubbi di legittimità».
Il provvedimento varato dalla giunta alla vigilia di Ferragosto sta diventando un affare politico che potrebbe avere conseguenze non scontate. «Al di là delle argomentazioni fornite a sostegno della riforma della delibera della giunta» aggiungono «che la fantasiosa ricostruzione dell’avvocato Luisa Taglieri riconduce alle sollecitazioni degli uffici preposti e non all’iniziativa del consigliere Luigi La Civita, susciterebbe ilarità, se non si palesasse gravemente lesiva dell’intelligenza della collettività, l’asserzione secondo la quale le macroscopiche illegittimità della deliberazione numero 206/2015 sarebbero da ricondurre a mero errore materiale».
Ora sull’argomento, con la presentazione dell’interrogazione, i consiglieri chiedono una risposta scritta e chiarezza sull’intera vicenda.
Chiara Buccini
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