Concussione, 6 anni al colonnello Guarino

30 Giugno 2017

Inflitti 5 anni e otto mesi all’ex city manager del Comune, Cordeschi. L’accusa: ricattato l’imprenditore Valentini

L’AQUILA. Sei anni di reclusione al colonnello Savino Guarino, ex comandante provinciale dei carabinieri, e 5 anni e otto mesi a Massimiliano Cordeschi, promotore finanziario e, in passato, city manager del Comune dell’Aquila. Il tribunale (presidente Marco Billi) li ha ritenuti colpevoli, rispettivamente, di concussione e tentata concussione,nei riguardi dell’imprenditore Gabriele Valentini. Questi, per la verità, non aveva mai denunciato il colonnello, ma l'indagine fu avviata da intercettazioni riguardanti un altro procedimento. In particolare, l'inchiesta, culminata con il divieto di avvicinamento dell'ufficiale al capoluogo, poi revocato, avrebbe riguardato le modalità di una ristrutturazione dell'abitazione dell'ufficiale a Roma per quasi 25 mila euro, eseguita dall'imprenditore. Inoltre l'accusa contesta il tentativo che ci sarebbe stato, da parte del militare, di ottenere da Valentini una somma per l'acquisto di un'altra casa a Roma, del valore di 850 mila euro, un pagamento che non è mai avvenuto. In questa situazione si sarebbe inserito anche Cordeschi, ma non nella veste di dirigente comunale, il quale, sempre secondo i pm Simonetta Ciccarelli e David Mancini, avrebbe spalleggiato Guarino, facendo intendere a Valentini che, se non avesse ceduto alle richieste, ci sarebbero potuti essere problemi alla luce del ruolo del comandante. A entrambi, che hanno rigettato le accuse, è stata applicata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La motivazione ci sarà tra 90 giorni. La parte civile è stata rappresentata dall’avvocato Marco Femminella del Foro di Chieti. I due pm avevano chiesto 6 anni per Guarino, e 4 anni e 2 mesi per Cordeschi, ieri entrambi in aula.
Le difese, rappresentate dagli avvocati Stefano Rossi, Antonio Milo, Federica Salemi, hanno puntato soprattutto a minare la credibilità di Valentini e di altri testimoni d’accusa. In particolare Milo ha evidenziato come negli iniziali verbali di sommarie informazioni, ovvero quelli più vicine ai fatti, non siano state dette delle cose che sono state esposte solo dopo. Secondo la difesa questa è la prova per la quale, chiarito che quanto negli atti nonfosse sufficiente a formare le prove, è stato poi concertato a tavolino un piano d’azione per fortificare le false accuse.
INCENDIO. Il rifugio San Francesco, che si trova in zona Vado di Sole, è stato distrutto da un incendio divampato, a causa di un corto circuito, nel pomeriggio. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore prima di poter spegnere le fiamme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA