Concussione, medico a processo

23 Gennaio 2022

Sulmona, la prima udienza a carico di Paolo Leombruni fissata per mercoledì

SULMONA. Si svolgerà mercoledì prossimo, la prima udienza del processo che vede sul banco degli imputati Paolo Leombruni, il medico sulmonese arrestato dai carabinieri del Nas lo scorso mese di ottobre con l’accusa di concussione. Una chiusura lampo dell’inchiesta da parte della Procura che ha disposto per il medico la citazione diretta a giudizio davanti al collegio penale del Tribunale di Sulmona, senza passare per l’udienza preliminare. L’operazione condotta dal Nas di Pescara aveva portato all’arresto del medico colto in flagranza di reato nel momento in cui il dopo aver somministrato le cure a domicilio alla paziente, intascava 230 euro in contanti. L’accusa nei suoi confronti è quella di concussione consumata verso la donna malata di cancro, poiché, secondo l’accusa, approfittando della condizione di estrema fragilità della paziente, derivante dalle gravi patologie di cui era sofferente, pretendeva somme di denaro, da versare ad ogni somministrazione di “speciali medicinali”, pur conoscendo le delicate condizioni della donna. Nel corso dell’interrogatorio, il medico si era difeso spiegando di essere stato contattato dalla paziente e di averle somministrato una cura adiuvante e non salva vita, come contestato dall’accusa. «Sto vivendo un incubo, mi sono sempre prodigato a favore dei pazienti che ho anteposto a tutto anche alla mia persona», ha sempre dichiarato Paolo Leombruni che al processo sarà difeso dagli avvocati Alessandro Margiotta e Stefano Zambelli. «Non ritengo di meritate tutto questo. Mi sono limitato ad accettare la richiesta di una povera paziente malata e a somministrarle una cura palliativa per il suo male senza costringere nessuno e senza promettere alcuna guarigione. Non è facile sopportare tutto questo», ha detto il medico, «ma confido nella giustizia e sono certo che uscirò indenne da tale assurda contestazione». (c.l.)
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