Condanna, soldi trovati

Tesoretto da 58 milioni salva il Comune dopo la sentenza
L’AQUILA. Il Comune deve pagare. Sui 14 milioni rivendicati dalla società Impregilo per i lavori al megaparcheggio di Collemaggio, l’avvocatura comunale si è già appellata – la sentenza di primo grado è stata depositata nel 2015 - ma intanto l’ordinanza firmata dal giudice dell’esecuzione nei giorni scorsi rende il pignoramento della somma immediatamente esecutivo. Se il verdetto, con l’ultimo grado di giudizio, venisse ribaltato, i soldi tornerebbero indietro. Il sindaco Pierluigi Biondi, che si è trovato tra le mani questa grana a poche settimane dall’insediamento, vorrebbe tentare la strada politica, concordando con il colosso delle costruzioni una forma di pagamento «il più indolore possibile» per le casse dell’ente. In ogni caso, il debito di 14 milioni non ricadrà direttamente sulle spalle dei cittadini. Non sarà cioè toccato il bilancio e non si rischiano tagli ai servizi o aumenti delle imposte. Questo in virtù del cosiddetto fondo di riserva che, per legge, ogni Comune è tenuto ad accantonare, anno dopo anno, proprio per non trovarsi scoperto di fronte ai contenziosi e ai debiti fuori bilancio, che non mancano mai. Il municipio dell’Aquila ha a disposizione 58 milioni di euro, dove andare a “prelevare” per tali emergenze. Anche se dal Comune non sono arrivati commenti ufficiali, è da questo “tesoretto” che, con ogni probabilità, verranno stornati i 14 milioni che la Impregilo vanta come credito per la costruzione, risalente a 20 anni fa, del megaparcheggio: in particolare si tratta di opere realizzate in base a varianti in corso d’opera, come parcheggi sotterranei, il collegamento con la statale 17, e il tunnel di collegamento con piazza Duomo. Discorso diverso per i 10 milioni chiesti dalla ditta Irti, che eseguì una parte degli interventi: meno di un anno fa il tribunale ha dato ragione al curatore fallimentare, visto che la Irti nel frattempo è fallita, ma è in corso, sempre da parte dell’avvocatura comunale, un ricorso in appello che potrebbe trascinarsi per anni. La buona notizia è che, grazie al salvagente rappresentato dal fondo di riserva, non si dovrà mettere mano a variazioni di bilancio che, inevitabilmente, avrebbero pesato sull’intera popolazione.
A proposito di conti economici, domani il nuovo consiglio comunale è chiamato a discutere, nell’aula consiliare “Tullio de Rubeis” di Villa Gioia, l’assestamento al bilancio di previsione 2017-2019 e la salvaguardia degli equilibri di bilancio dell’ente. Il provvedimento prevede, tra l’altro, la verifica generale di tutte le voci di entrata e di uscita del Comune, compreso il fondo di cassa, per un importo complessivo di circa 720 milioni, per garantire il mantenimento del pareggio di bilancio. L’assessore alle Finanze Annalisa Di Stefano in vista della scadenza ha provveduto, come primo atto, a richiedere alle diverse strutture comunali, e quindi ai dirigenti competenti, di dettagliare le motivazioni riferite alle maggiori somme richieste, rispetto a quelle già stanziate in bilancio: «La richiesta inoltrata ai dirigenti, circa le puntuali e specifiche motivazioni poste alla base delle istanze di assegnazione di maggiori somme a metà dell’esercizio finanziario», ha spiegato l’assessore Di Stefano, «risulta ispirata da un’azione politica improntata alla razionalizzazione delle risorse disponibili, esigue rispetto alle attuali esigenze, in modo da ottimizzarne l’utilizzo. L’ente deve continuare a garantire, infatti, la realizzazione dei numerosi servizi e degli interventi di competenza a beneficio dei cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

