Condannato a 5 anni per estorsione

19 Febbraio 2023

Il 30enne Morelli accusato anche di avere bruciato la macchina di un barista

AVEZZANO. Era accusato di estorsione a mano armata e incendio doloso per aver chiesto il pizzo al titolare di un bar del centro e di avergli incendiato la macchina parcheggiata in via Crispi, dopo il suo rifiuto di pagare. È stato così condannato dal collegio del tribunale di Avezzano, presieduto dal giudice Caterina Lauro (a latere Paolo Lepidi e Francesca Greco), a 5 anni e 7 mesi di reclusione. La sentenza ha riguardato Mario Morelli, 30 anni, avezzanese di etnia rom, nei confronti del quale il pubblico ministero, Ugo Timpano, aveva chiesto una condanna a 7 anni e 8 mesi di reclusione.
I fatti risalgono al 2021 quando, secondo la procura di Avezzano, il 30enne aveva violato la misura degli arresti domiciliari per andare a minacciare con una pistola il titolare del locale. La notte tra il 2 e il 3 agosto, inoltre, aveva ordinato di incendiare la sua auto parcheggiata all’angolo tra via Anna Maria Torlonia e via Crispi. Era da poco passata l’una quando alcuni residenti erano stati svegliati da una serie di esplosioni, probabilmente causate dal carburante presente nel serbatoio della macchina o dagli pneumatici. Anche l’odore di bruciato sprigionato dalla combustione aveva richiamato l’attenzione degli abitanti del quartiere. L’auto era stata completamente avvolta dalle fiamme, che avevano rischiato anche di attaccare le chiome di alcuni alberi.
Dopo la relazione dei vigili del fuoco sulla natura dolosa dell’incendio, la procura di Avezzano aveva aperto un fascicolo per risalire ai responsabili. A febbraio dello scorso anno c’era stato l'arresto e ora è arrivata la condanna. L’esercente, proprietario dell’auto, ascoltato dai carabinieri, aveva raccontato di aver subito delle intimidazioni. Così erano scattate le indagini, che si sono avvalse anche dei filmati delle telecamere di sorveglianza cittadine e private. Già dai primi accertamenti era venuto fuori un quadro preoccupante riguardante racket cittadino e gli inquirenti avevano sospettato che dietro all’attentato ci fosse il rifiuto del barista di accettare in cambio di denaro la protezione del rom, già con precedenti penali dello stesso tipo. Così al rifiuto dell’esercente era scattata la ritorsione e l’incendio.
Morelli, difeso dall’avvocato Gianluca Presutti, è stato invece assolto dall’accusa di evasione, mentre il reato di ricettazione della pistola è stato derubricato a possesso abusivo di arma da fuoco. (p.g.)
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