Condannato a ridare 41mila euro

3 Dicembre 2017

Corte dei Conti, Di Cesare dovrà risarcire l’Agenzia delle entrate

SULMONA. Dovrà restituire all’Agenzia delle entrate, di cui peraltro è dipendente, 41mila e 500 euro. È questa, per la Corte dei Conti, la somma che Donato Di Cesare dovrà pagare. Ex amministratore comunale e politico, con incarichi che in soli sette anni, dal 2000 al 2007, hanno raggiunto la cifra di 140mila euro tra rimborsi e gettoni di presenza in Forza Italia, Fira, Parco Majella, Ciapi, Comunità montana Sirentina. Somme che Di Cesare, da dipendente dell’Agenzia delle entrate, non avrebbe potuto ricevere senza autorizzazione scritta del suo datore di lavoro. Così la Corte dei Conti lo ha condannato al pagamento di 41mila e 500 euro in favore dell’Agenzia delle entrate, per gli emolumenti ricevuti nel 2005 e nel 2006 dal Parco nazionale della Majella e dal Ciapi. Per quelli precedenti è stata riconosciuta la prescrizione, interrotta di fatto solo nel 2010 quando l’Agenzia delle entrate gli ha contestato formalmente che gli incarichi che ricopriva non erano stati autorizzati dalla pubblica amministrazione e per questo, come da legge, non potevano essere oggetto di compenso (neanche sotto forma di rimborso), senza versare all’Agenzia stessa la quota dovuta. I giudici contabili hanno, però, riconosciuto la buona fede di Di Cesare che quei soldi li ha sempre dichiarati al Fisco e non ha mai cercato di nascondere i suoi incarichi. Nello stesso tempo la Corte dei Conti, pur escludendo il dolo, ha ritenuto «la condotta connotata da colpa grave sotto il profilo di una inescusabile e marcata superficialità», tanto più che «il soggetto», scrivono i giudici, in considerazione evidentemente anche del lavoro svolto da Di Cesare, «aveva e doveva avere la piena conoscenza della materia e cognizione delle procedure».
Di Cesare, già consigliere comunale durante la giunta Federico, ha ricoperto anche incarichi politici regionali, in Forza Italia. (f.p.)
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